Abusi e violenze ai danni di un’amica disabile. Sono le accuse dalle quali dovranno difendersi il prossimo 30 gennaio tre giovani nel processo in abbreviato che si svolgerà dinanzi al gup Alcide Maritati. Sotto processo sono finiti un 26enne di Veglie, un 32enne di Martignano, e un 22enne di Sternatia.

 

Secondo quanto denunciato dalla vittima, la giovane di 20 anni, residente in un paese della provincia, sarebbe stata costretta ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà. A dare avvio all’indagine fu la denuncia della giovane, dopo aver raccontato quei presunti abusi in famiglia. Le violenze si sarebbero consumate tra l’aprile e l’agosto dello scorso anno. Il 26enne di Veglie avrebbe costretto l’amica, affetta da una lieve patologia, a subire atti sessuali e sarebbe stata anche minacciata di morte se si fosse rifiutata. L’episodio si sarebbe verificato a Copertino. Inoltre il giovane risponde anche di induzione alla prostituzione. Nell’aprile del 2011, avrebbe accompagnato la ragazza, in due diverse occasioni, in un bar di Depressa, frazione di Tricase, e dopo averle presentato un ragazzo l’avrebbe costretta in campagna ad avere rapporti sessuali con quest’ultimo.

Gli altri due giovani, invece, sono accusati di violenza sessuale di gruppo. Avrebbero abusato a ripetizione dell’amica, per almeno tre ore, in un luogo appartato a Martignano, nell’agosto dello scorso anno. Da qui la denuncia presso i carabinieri dopo che la ragazza si era allontanata da casa per alcuni giorni. Nel corso delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Paola Guglielmi, i ragazzi non sono mai stati ascoltati e non è stata effettuata una perizia medico-legale per accertare eventuali lesioni subite dalla ragazza nei rapporti sessuali consumati. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Federico Massa, Ilario Manco, Salvatore Manco e Antonella Corvaglia.

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