Qualcuno, nei giorni scorsi, ha scritto che l’Italia è come la tela di Penelope: nel momento in cui ci stiamo illudendo di aver compiuto un passo avanti, ne facciamo frettolosamente due indietro. Sono perfettamente d’accordo.

Le mosse e le posizioni che hanno caratterizzato la scena politica nazionale negli ultimi giorni rischiano di mettere in seria discussione le fitte trame che erano state sapientemente tessute negli ultimi mesi.
L’imminente caduta del governo Monti, ad esempio, mette in serio pericolo il decreto Crescita 2.0, che è l’asse portante dell’Agenda digitale italiana, rischiando di fermare sul nascere lo sforzo di digitalizzazione capillare del nostro Paese. Più nello specifico, rischia di bloccare tutte quelle norme che garantirebbero, se approvate, un programma strutturato per il passaggio alle nuove tecnologie e ai servizi digitali per i cittadini: tra questi, la carta d’identità elettronica, ma anche il fascicolo universitario elettronico, le ricette mediche digitali, l’obbligo di utilizzo della posta elettronica certificata da parte delle PA nei confronti del cittadino, la pubblicazione di dati e informazioni in formato aperto, il loro riutilizzo per analisi, servizi, applicazioni e soluzioni.
Una rivoluzione tecnologica, quindi, che avrebbe sensibili ricadute dal punto di vista della crescita economico-sociale del paese e consentirebbe una vera e propria rivoluzione tecnologica, caratterizzata da connettività, condivisione delle informazioni, circolazione del sapere. Il mio ruolo di assessore all’innovazione tecnologica mi pone in una posizione privilegiata per osservare l’evoluzione delle azioni in favore della dematerializzazione della macchina burocratica, e contestualmente mi impone di intervenire a muso duro su questa importante questione. In un momento storico in cui sono stati chiesti agli italiani enormi sacrifici per risanare conti pubblici dissestati, un’innovazione a costi irrisori ma che, anzi, consentirebbe un risparmio alle famiglie (quantificato in 200 euro l’anno da un autorevole studio) non può che essere caldeggiata, incoraggiata, sostenuta. Pertanto, conscio ancora una volta di trascinarmi addosso le critiche e le valutazioni di molti, mi assumo le responsabilità del ruolo che mi compete per fare un appello ai nostri parlamentari, invitandoli ad uno sforzo di lungimiranza e soprattutto di onestà intellettuale, mettendo da parte, almeno per una volta, gli interessi delle fazioni e le beghe politiche in favore di un’opera prioritaria per il futuro del nostro Paese.
Rispetto, da assessore e da cittadino, le scelte politiche e le decisioni altrui. Ma mi permetto di sindacare sulla loro tempistica e sui danni che potrebbero provocare. Siamo a pochi metri da un traguardo importantissimo, che, lungi dall’essere un mero vezzo futuristico, segnerà un punto di svolta per l’Italia sulla strada dell’innovazione e della crescita sostenibile del Paese. Questa pausa a pochi passi dal traguardo, o, peggio ancora, questo passo indietro dagli echi omerici, rischia davvero, per colpa di mosse politiche azzardate ed imprudenti, di costituire l’ennesima occasione mancata per l’Italia.
Mi appello ai Deputati del nostro Territorio al fine di approvare l’agenda digitale italiana che potrebbe realmente rilanciare in un panorama globale il Salento e l’intera Italia.

Alessandro Delli Noci – Assessore all’Innovazione – Futuro e Libertà