In poco più di un’ora, decine di ragazzi e ragazze precari si sono fermati al banchetto della Cgil allestito in via Trinchese a Lecce, il 21 dicembre scorso, prima tappa della Campagna “Capodanno 2013 non restare da solo” di Cgil, Nidil Cgil e Giovani non + disposti a tutto.

Un’iniziativa che vede l’organizzazione Cgil nel suo complesso (dirigenti sindacali, responsabili Ufficio vertenze e Patronato Inca, avvocati convenzionati) spostarsi dalle proprie sedi nelle strade dei centri cittadini e dei centri commerciali per dare assistenza sindacale e legale ai lavoratori precari il cui contratto scade il 31 dicembre e che rischia di non essere più rinnovato. Alcune testimonianze di via Trinchese sono state raccolte da uno degli avvocati presenti al banchetto: si tratta di lavoratrici, alcune di esse studentesse universitarie, che, dopo aver lavorato per un anno, si sono viste licenziate senza nemmeno ricevere tutte le retribuzioni.
Di storie simili nel Salento esistono tante, ma in pochi sanno di avere degli strumenti per tutelarsi. La prossima tappa della Campagna della Cgil nel Salento sarà venerdì 28: alle ore 10 nei pressi dell’Ipercoop di Surbo, alle ore 17 a Tricase, nel piazzale dell’Ospedale. Si prosegue a Galatina il 30 dicembre, alle ore 10.30.

Il numero di lavoratori della provincia di Lecce per i quali il primo dell’anno coincide con il primo giorno di disoccupazione è altissimo, così come molte, troppe, sono le tipologie di contratti a termine tra le quali si barcamenano lavoratrici e lavoratori, giovani e meno giovani: dal contratto a tempo determinato, a quello a progetto, dalle prestazioni occasionali al contratto a chiamata. Secondo i dati dei centri per l’impiego della provincia, nel primo trimestre 2012, oltre il 77%  delle nuove assunzioni sono rapporti di lavoro a scadenza, tra contratti a tempo e prestazioni occasionali, si stima che circa 40mila siano i lavoratori coinvolti.
Secondo i dati nazionali, si calcola che, in particolare per quanto riguarda i contratti a progetto, il 60-70% di essi rischia di non essere rinnovato. La stretta sui co.co.pro della Legge Fornero infatti, prevede una serie di vincoli e paletti e sanzioni nei confornti dei datori di lavoro che ausano di queste forme contrattuali. Il risultato pratico è che molte aziende stanno cercando di aggirare la legge proponendo forme di lavoro peggiorative o non rinnovando il contratto a chi, per legge, sarebbe a “rischio stabilizzazione”.
Nessun settore ne è escluso: pubblico impiego, edilizia, metalmeccanico, turismo, commercio, servizi, agroindustria, manifatturiero, mondo della conoscenza e dell’informazione. Il precariato imperversa e permea un mercato del lavoro che in alternativa offre poche prospettive a una vasta platea di persone che spesso ha raggiunto i livelli massimi dell’istruzione e che deve accontentarsi di ciò che il territorio offre a molti di loro: sottooccupazione, salari bassi, lavoro subordinato mascherato da collaborazioni autonome. Per non parlare dei finti stage, delle finte partite Iva e degli impieghi “a voucher”. L’alternativa è rappresentata dalla piaga che ferisce il Paese: quasi il 36% di disoccupazione giovanile che nel Sud lievita al 50%.
Una condizione che fa del ricatto occupazionale l’arma di scambio per i diritti.

Nel frattempo gli effetti della riforma Fornero non stanno tardando a manifestarsi anche nella provincia di Lecce sia nel lavoro precario che in quello a tempo determinato. In pochi mesi, i licenziamenti per motivi economici di singoli lavoratori hanno registrato una preoccupante e sospetta impennata, così come sono già partite alcune vertenze di lavoratori precari, che con la riforma “rischiano la stabilizzazione”, ai quali le aziende hanno tentato di porre l’aut aut: o dimissioni (perdendo i diritti maturati) o fuori.
La Cgil sta tutelando i diritti di questi e altri lavoratori che si rivolgono al sindacato per vincere la loro battaglia per il lavoro e la dignità, ma sono ancora tanti i lavoratori che non conoscono, o non hanno la forza di utilizzare, gli strumenti di cui possono disporre per rivendicare tutele e diritti: per questo, nei prossimi giorni, la Cgil sarà per le strade dei centri cittadini e commerciali di Lecce e provincia.
È importante rivolgersi alla Cgil per fare subito una valutazione del contratto proposto, così come è fondamentale procedere all’impugnazione, nel caso di mancato rinnovo, entro gli stretti tempi previsti dalla legge (60 giorni). Grazie alle segnalazioni dei lavoratori su ciò che accade nelle aziende potremo intervenire: insieme possiamo dire basta ai “regali” sgraditi di fine anno.
“Capodanno 2013, non passarlo da solo!” è una campagna straordinaria di informazione, assistenza e tutela legale e sindacale, promossa a livello nazionale dai Giovani non + disposti a tutto e dal Nidil. Da gennaio la tutela e l’assistenza continua nelle sedi della Cgil di Lecce e provincia. Aggiorneremo le informazioni anche su www.cgillecce.it.

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