Galatina è spaccata, si susseguono anche in queste ore di giorni festivi incontri e riunioni tra favorevoli e contrari alla realizzazione del  megaparco in località Cascioni ed i sostenitori dell’una e dell’altra posizione attraverso la mobilitazione popolare cercano di incidere sulla decisione che il Consiglio Comunale

che si terrà i primi di gennaio dovrà assumere. Lo comunica in una nota Antonio Rotundo.
Conosco bene le posizioni in campo, da deputato del collegio di Galatina già qualche anno fa ho avuto modo di ascoltare e di condividere le fortissime preoccupazioni dei commercianti per le ricadute che una mega struttura commerciale collocata fuori dalla città avrebbe avuto sulla catena del piccolo commercio al dettaglio innescando un  processo di “desertificazione”del centro cittadino, così come ho potuto verificare – al contrario –  le posizioni di quanti guardavano al megaparco come una opportunità preziosa per dare occupazione a  tanti giovani disoccupati di Galatina.
Dalla discussione di questi giorni in città ricavo l’impressione che le posizioni su richiamate si siano ulteriormente radicalizzate sino a diventare –  a mio modo di vedere – incomponibili e destinate a segnare una frattura insanabile della comunità  qualunque sarà la decisione che il Consiglio Comunale dovesse adottare.
Sono convinto che al punto in cui siamo, anche tenendo conto che l’Amministrazione Montagna ha ereditato questo problema dalle passate gestioni, la scelta più opportuna ed anche più saggia sia quella di consentire che il nodo venga sciolto dai cittadini e non dal Consiglio Comunale.       
Se c’è la volontà politica nel giro di pochissime settimane si può dar vita ad un apposito referendum cittadino attraverso il quale la città – mettendo a confronto i contrapposti punti di vista – possa scegliere consapevolmente quale strada deve imboccare.

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