L’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno ha partecipato ieri alla conferenza stampa di fine anno organizzata dalla Coldiretti Puglia, in cui è stato fatto il bilancio dell’annata agraria 2012.

Tra i dati comunicati, il calo della PLV (Produzione Lorda Vendibile) di euro 2.355.992.000, 6 punti percentuali in meno rispetto al 2011, per effetto di fenomeni diversi, tra cui la straordinaria siccità, a cui però fa da contrappeso il valore dei prezzi e dunque della remunerazione realizzata dagli imprenditori agricoli. “A riprova – ha commentato  l’assessore Stefàno – di una ridisegnazione della organizzazione che stiamo realizzando che ci rende già più autorevoli nell’offerta”.
Il quadro disegnato è quello di un agroalimentare che riesce a tenere nonostante la crisi congiunturale, come dimostrato dal valore delle esportazioni cresciute dell’8,8%. Il 2012 ha portato anche i tanti premi vinti dalle cantine pugliesi, i riconoscimenti ai giovani imprenditori che portano innovazione in agricoltura,  l’approvazione dell’articolo 62 che rivoluziona letteralmente il sistema dei pagamenti dei prodotti alimentari ed il via libera definitivo alle due leggi regionali sulla zootecnia, attesa dal 1975, e quella di riordino dei Consorzi di Bonifica. Indiscussi i primati produttivi dell’agricoltura pugliese rispetto ai quantitativi nazionali: uva da tavola 68%, pomodoro 35%, ciliegie 30%, mandorle 35%, olive 35%, grano duro 21%,  carciofo 31%, mandorle 30% e uva da vino 14%. La famiglia pugliese (2/3 componenti) spende in media ogni mese 419 euro per i consumi alimentari. Il capitolo di spesa più consistente riguarda carne (96 euro), ortaggi e frutta (74 euro), pane e farinacei (66 euro), latte, formaggi e uova (63 euro), oli e grassi (13,7 euro).
“I dati comunicati da Coldiretti – sottolinea ancora Stefàno – delineano una agricoltura che in Puglia è tornata ad esser perno fondamentale del sistema economico, non a caso contribuisce per l’8% al PIL regionale (rispetto ad una media nazionale che supera di poco il 2%), e che continua a caratterizzarsi come esperienza di riferimento in termini di crescita di export. Risultati che confermano non solo la bontà delle scelte e della strategia complessiva attuata ma anche dell’ottimo lavoro di squadra fatto intorno ad obiettivi ambiziosi.
Dobbiamo continuare a percorrere questa strada, attraverso ulteriori strumenti: uno su tutti il marchio Prodotti di Puglia che ci consentirà di traghettare le nostre produzioni sui mercati con un processo di filiera capace di tracciare la provenienza ma anche di restituire competitività e potere contrattuale ai produttori primari”.

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