Lo sciagurato scivolone di Salò  ha causato un altro livido sul volto del Lecce di Franco Lerda. Un ematoma che si va ad aggiungere a quelli rimediati a Lumezzane e a Pavia scaturendo i primi rantoli di stagione.  Mugugni di sofferenza di una piazza che non vede più il fuoco negli occhi dei suoi beniamini,

la quale non si capacita nell’assistere, domenica dopo domenica, ad un’involuzione ingiustificata e inversamente proporzionale alla rabbia agonistica che dovrebbe possedere una squadra ripudiata dal calcio che conta e usurpata della propria dignità, complice le “birichinate” di un certo Pier Andrea Semeraro. Ma la domanda è: c’è una cura? La massa ha già individuato in Franco Lerda il primo capro espiatorio, altri hanno attribuito colpe a i giocatori e alla loro presunta vita mondana. Gli indici si separano, ma che siano minacciosamente puntati è fuor di dubbio. Sul Social Network Twitter sono volate parole grosse tra tifosi e squadra: “Bene, bravi, bis! Vergognosi ci avete umiliato! Circola voce di bella vita nei Pub leccesi…Maledetti”. All’accusa del supporter giallorosso è seguita la risposta di Salvatore Foti: “Vada che siamo scarsi e maledetti, ma a me non parlarmi di vita nei pub notturni perché stai sbagliando di grosso! Io e i miei compagni chiediamo scusa ma per tutti noi come per voi è vitale vincere il campionato. Preferisco che mi dici scarso ma non cazzate di pub ecc… Con questo mi scuso per oggi”. Sorvolando altri commenti ben più coloriti, in casa Lecce urge ritrovare fame di vittorie e spirito di sacrificio, onde evitare una situazione che potrebbe degenerare da un momento all’altro. Mister Lerda dovrebbe avere il tempo necessario per far ricredere gli scettici, e i giocatori hanno i mezzi tecnici per sfornare prestazioni all’altezza della maglia che indossano. Forse l’unica cura, al momento, è quella di predicare calma concedendo  alla squadra e al tecnico il tempo per lavorare e rimediare alla figuraccia di Salò. Bisognerà capire quanto il patron Tesoro sia d’accordo con questa prognosi conservativa, soprattutto se si considera l’appellativo di presidente sanguigno che l’ambiente gli ha conferito e le ultimissime dichiarazioni, non esattamente al miele, nei confronti della squadra e del mister. Le pesanti critiche piovute nelle ultime ore sul tecnico giallorosso non hanno ancora spinto la dirigenza a difendere in maniera ufficiale il proprio allenatore, come solito fare nei momenti di crisi. Un silenzio che, col passare dei giorni, diventa sempre più assordante lasciando presagire ad un conto alla rovescia per Franco Lerda, qualora non dovessero arrivare risultati e prestazioni convincenti in tempi celeri. Sembrerebbe paradossale, ma la gara di mercoledì prossimo in coppa Italia Lega Pro contro il Perugia potrebbe rivelarsi il primo crocevia dell’avventura del tecnico piemontese alla guida del Lecce.

 

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