Doveva essere la partita del riscatto, purtroppo non è stato così ed oggi ci si trova al secondo posto in classifica pronti per i play off…

Non so cosa dire ma ci provo, sia pure saltando di palo in frasca. Allora comincio: il Lecce in sei partite giocate si è fatto rimontare dal Carpi ben otto punti talchè, alla data odierna, siamo pronti a giocare i play off. Della partita di Carpi  sottolineo queste notiziole, per me molto importanti: espulsione per Giacomazzi (il pavido capitano!) dopo cinque minuti dal suo ingresso e Pià, ammonizioni per Esposito, Di Maio, Vanin, Memushai, Legittimo ovvero tutto il reparto arretrato ad eccezione di Benassi; dichiarazioni abbastanza azzardate del Presidente Tesoro che afferma avercela solo ed esclusivamente con l’arbitro (grosso errore di comunicazione!) e non con la squadra né con l’allenatore; dichiarazioni, certamente intonate al fair play, da parte del tecnico e del Direttore sportivo del Carpi che affermano essere  il Lecce  la squadra che vincerà il campionato ed il Carpi alla caccia solo dei punti salvezza. Ometto il numero di ammoniti ed espulsi in queste 15 partite giocate, così come ometto il conteggio del numero di rigori avuti contro. Voglio, però, sottolineare solo l’aspetto statistico relativo al differenziale fra reti fatte e subite: 26 a 20, cioè 6. Se è vero che con 26 reti segnate il Lecce è la più prolifica squadra, è altrettanto vero che con 20 reti subite è una specie di colabrodo e  con questo dato statistico bisognerà fare i conti (anche se gli interessati lo negano) proprio con il Carpi, squadra che ha subito solo 8 reti e con un differenziale di 10.
Da tutti questi dati rappresentati in ordine sparso, cosa si può dedurre? Il Lecce fu? Non c’è più? Non c’è speranza? Cosa ci vuole per dare una raddrizzata? Bene, voglio essere ottimista, e dico che il Lecce potrà ancora esserci a patto che si ricostruisca un “ambiente” dirigenziale, tecnico, operativo da squadra che ha avuto nel suo recente passato anche la massima serie.
La si smetta di sovrastimare sempre e comunque i giocatori che debbono solo essere sollecitati a dare in campo il massimo delle loro energie vietando loro di avere rapporti dialettici con i direttori di gara; la si smetta, anche se so a fin di bene, di tirare la volata a questo o a quest’altro calciatore perché, così facendo, si “frantuma” letteralmente lo spogliatoio; si provveda a dare la fascia di capitano a qualcuno che si ritiene in grado di sollecitare i compagni durante la partita e non a chi, sia pure anziano, riesce a farsi espellere dopo cinque minuti dal suo ingresso; si stabilisca un codice di comportamento interno, ammesso che non ci sia già, al quale tutti gli aventi causa debbano attenersi; si richiami il tecnico alla scelta di soluzioni più razionali e rispettose dei ruoli dei calciatori (vedere Vinicius a Carpi fare la punta, è un’offesa al buonsenso!).
Se è pur vero che inizialmente c’è stata una sovrastima, è altrettanto vero che il Lecce non può essersi imbrocchino in due mesi a tal punto da rasentare un ruolino di marcia  da retrocessione; come sempre la verità sta in mezzo e bisogna trovarla con il lavoro serio e certosino.  Prima del Natale la verifica verrà fatta con l’Albinoleffe, squadra non da 13 punti ma da 23 e questo se lo ricordino tutti. La sosta sarà la benvenuta per revisionare il motore della macchina pericolosamente inceppatosi. Il lavoro lasciamolo fare ai meccanici, noi aspettiamo i risultati.
Per ora BUON NATALE a tutti!