Si chiude con una condanna ed un’assoluzione il processo celebratosi in abbreviato in cui erano imputati. Il gup Antonia Martalò ha inflitto 4 anni di carcere così come richiesto dal pm Stefania Mininni a carico di Ivan Muci, 32enne di Parabita mentre l’assoluzione con formula piena è stata disposta per Luigi Chetta, 32 anni, di Parabita e titolare di un ristorante di Gallipoli

 

Per quest’ultimo è stata anche disposta l’immediata scarcerazione. I due vennero arrestati il 4 agosto scorso dai carabinieri del Norm di Campi Salentina con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Da giorni le strade che dividono le due province di Lecce e Brindisi erano costantemente monitorate perché i carabinieri avevano il sospetto che a cavallo dei due territori avvenissero ingenti scambi di droga con rifornimenti e conseguenti trasporti di corposi quantitativi. E quel giorno, poco dopo le 13 due auto civetta dei carabinieri pedinarono un’Audi A3 guidata da Chetta in compagnia di Muci da Tuturano fino allo svincolo per la tangenziale Ovest con direzione Gallipoli sulla superstrada Brindisi-Lecce.

Nel corso del controllo e della successiva perquisizione Muci venne ritrovato in possesso di un involucro contenente cocaina per complessivi 76 grammi. I due vennero così arrestati e accompagnati in carcere. la successiva perizia sulla sostanza sequestrata consentì di accertare come si potevano ricavare oltre 375 dosi di polvere bianca. I due, poi, con una decisione del Tribunale del Riesame, ottennero gli arresti domiciliari. Chetta era difeso dall’avvocato Pompeo Demitrie la sua linea difensiva è stata premiata in sede di udienza. Muci, invece, era assistito da Roberto Bray. Il legale aveva sostenuto come la sostanza sequestrata fosse per uso esclusivamente personale.

 

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