Mentre Pd e Sel si affidano agli elettori per la scelta dei loro candidati al Parlamento, nel centrodestra la situazione è sempre più complicata. L’uscita di Mantovano potrebbe liberare una casella: l’ex sottosegretario sarà il referente del Mezzogiorno nella quarta lista per la Camera a sostegno di Monti, quella che fa capo a Frattini. C’è un dialogo aperto anche con l’Udc, ma non c’è spazio per nuovi leader nel partito di Casini.

 

 

La scelta fatta dal capo ha creato scompiglio tra i ‘mantovaniani’: alcuni potrebbero tentare di correre divisi a livello nazionale e lasciare le cose immutate a livello locale, proprio come succede con il Fli di Pellegrino, che a livello locale sostiene Perrone, ma al Parlamento sosterrà gli uomini di Monti e non i ‘fittiani’. Il problema, però, è che la decisione di correre con Monti avrà sicuramente un riverbero nelle amministrazioni locali: gli uomini dell’ex sottosegretario potrebbero avere molte difficoltà. «Si tratta di una vera e propria scissione», ragionano alcuni uomini del Pdl. Congedo dice di non aver ancora deciso cosa fare, ma è probabile che scelga di sostenere apertamente l’ex sottosegretario durante le politiche. Simona Manca, invece, sembra determinata a non seguire i montiani.

Anche Fitto, quest’estate, ha minacciato di abbandonare Berlusconi, poi tutto è rientrato: nel Pdl l’ex ministro sa di poter fare ancora molta strada, di poter coltivare una leadership indiscussa. Ora che le primarie del centrodestra sono sfumate bisogna tenere a bada i malumori di chi dovrà fare un passo indietro: si andrà al voto il 24 febbraio e le “parlamentarie” non sono plausibili. Dai sondaggi appare chiaro che, per il momento, la sinistra è in vantaggio netto e il premio di maggioranza sarà suo: questo significa che il Pdl avrà molti meno rappresentanti in Parlamento rispetto a cinque anni fa. Per questo motivo le lotte intestine si intensificheranno: a Bari c’è già una situazione tesissima. Fitto si candiderà nel capoluogo pugliese, ma sembra che in seconda posizione non stia inserendo personalità baresi: questo sta facendo scoppiare non pochi mal di pancia.

Cominciano, intanto, a circolare i nomi “blindati” del Pdl, considerati new entry, anche se fanno politica da più di un decennio: il nome di Rocco Palese sarà collocato in una posizione che permetterà una facile elezione al Senato, ma anche Roberto Marti, alla Camera, si sarebbe guadagnato una posizione sicura. Meno facile l’elezione del sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta, che dovrebbe essere inserito nella lista del Pdl per la corsa alla Camera in una “posizione borderline”, proprio per sollecitarne il massimo impegno. Poi ci sono quelli che non vogliono mollare: il senatore Rosario Giorgio Costa, che rivendica la sua capacità di portare tanti elettori al Pdl, il senatore Vincenzo Barba, che probabilmente non sarà riconfermato dai vertici del suo partito, e il senatore Cosimo Gallo, quest’ultimo dovrebbe essere inserito nella corsa per la Camera. Situazione di grande suspense per il deputato uscente, Ugo Lisi: qualcuno è pronto a scommettere che non sarà candidato nuovamente. Tira una brutta aria per tutti gli uscenti. Gabellone ripete come un mantra: «Necessario un rinnovamento totale». Dopo l’Epifania arriverà il verdetto e anche gli uscenti conosceranno il loro destino.

 

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