E’ stato scarcerato Simone Corrado, 31enne di Cavallino, arrestato il 22 novembre insieme ad Alessandro Sariconi, 34enne leccese, nell’ambito della gambizzazione di Davide Vadacca.

Il 30enne, anch’egli residente nel capoluogo, rimase ferito la sera del 30 ottobre scorso nei pressi del piazzale del distributore di carburanti Esso sulla superstrada per Brindisi. La scarcerazione di Corrado è stata disposta dai giudici del Tribunale del Riesame, (presidente Pasquale Sansonetti, a latere Antonio Gatto e Stefano Marzo), che hanno accolto le tesi difensive sostenute dagli avvocati Francesco Vergine e Francesco De Iaco. Per il presunto autore materiale del ferimento di Bellanova, l’11 dicembre scorso, sempre il Riesame, (stesso collegio, con la sola differenza del presidente, in quel caso, Silvio Piccinno), aveva accolto il ricorso degli avvocati di Sariconi ed aveva fatto cadere l’aggravante delle modalità mafiose. Un punto importante nell’indagine culminata con la successiva scarcerazione del presunto complice, quello stesso Corrado, sul quale pesa una richiesta di condanna a 12 anni di reclusione nell’ambito dell’operazione “Augusta”, perchè accusato di aver aderito al clan mafioso del boss Antonio Rizzo, anche se il gip,ed è bene precisarlo, revocò l’ordinanza a carico del 31enne per la mancanza di gravi indizi di colpevolezza. La sentenza è prevista per il prossimo 22 gennaio. Nel frattempo, Corrado è nuovamente tornato in libertà per la sparatoria della Esso. E se per conoscere le motivazioni che hanno convinto i giudici del Riesame a disporre la sua scarcerazione bisognerà comunque attendere qualche giorno si può comunque presupporre il ragionamento adottato dagli stessi giudici anche sulla scorta delle argomentazioni difensive degli avvocati del 31enne di Cavallino. Secondo quanto sostenuto in aula dai legali di Corrado, così come emerso dagli interrogatori di garanzia, non sarebbe stato programmato alcun appuntamento con Vadacca nell’area di servizio e la pistola sarebbe stata utilizzata da Sariconi all’insaputa di Corrado. Quest’ultimo non avrebbe preso parte in alcun modo alla sparatoria, anzi alla vista dell’arma impugnata da Sariconi, avrebbe esclamato: “Ma cè sta faci?”. Non solo. Successivamente avrebbe anche più volte redarguito l’amico dichiarando con un’espressione altrettanto colorita: “Ma cè ha fattu?”. Inoltre sarebbe emerso come la questione sfociata nel sangue riguardasse Vadacca e Sariconi per questioni squisitamente personali senza alcun riferimento ad eventuali partite di droga non pagate o per presunti debiti legati ad affari illeciti. L’idea dei pubblici ministeri, Giuseppe Capoccia e Guglielmo Cataldi, invece, sarebbe un’altra così come dichiarato (nel corso della stessa conferenza stampa con cui vennero annunciati gli arresti di Sariconi e Corrado), dallo stesso procuratore generale Cataldo Motta che conestualizzò l’agguato in un’ipotesi di regolamento di conti maturato negli ambienti della malavita. Lo stesso Alessio Bellanova, 30 anni di Cellino San Marco, il quarto elemento presente sulla scena della sparatoria e inquadrato come “l’amico” in compagnia di Vadacca, venne arrestato alcuni giorni dopo per la detenzione di 100 grammi di cocaina. Non è detto che la Procura, alla luce delle nuove decisioni del Riesame, non provveda a sfoderare provvedimenti tampone magari con un ricorso in Cassazione per ri-determinare l’episodio in determinati scenari al momento sfumati.

Nella foto l’avv.Francesco Vergine

 

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