Berlusconi ha «schioccato le dita» (copyright di Alfredo Mantovano), ora comincia l’allineamento: le primarie sono una cosa inutile, “l’eterno ritorno al passato” è l’unica soluzione per l’Italia martoriata da Monti. Comincia il mantra: «È arrivato l’uomo della provvidenza!». Esulta Filomena D’Antini Solero: «Quando la gioiosa macchina da guerra” del centrosinistra sembrava procedere inarrestabile verso la vittoria, ci ha pensato ancora una volta Silvio Berlusconi

, proprio come accadde nel ’94, a mettersi, con coraggio, di traverso per dare ai tanti italiani che non credono a Bersani e Vendola una speranza per il futuro. E’ inutile nasconderlo: Silvio Berlusconi ha ridato entusiasmo all’Italia moderata che non si riconosceva più – ed anzi, non si è mai riconosciuta – nelle ricette “lacrime e sangue” del governo Monti, ricette senza un’anima, senza un respiro politico, senza un orizzonte di speranza, scritte soltanto col pugno di ferro di chi guarda soltanto ai numeri, ma non dà nessun valore alla vita delle persone, alle loro difficoltà, alle ansie, alle fatiche di ogni giorno».Sul fatto che Monti abbia giovato poco al nostro Paese nulla quaestio: «La disoccupazione ha toccato livelli insostenibili, le tasse sono le più alte d’Europa, la crescita promessa non esiste e lo spread riprenderà a salire velocemente». Certo, il compito del professore bocconiano non era semplice: ridare credibilità all’Italia, rassicurare i mercati. Questi due ultimi obiettivi sono stati raggiunti, ma non tutti gli italiani lo hanno compreso a causa delle tasche sempre più vuote. Ora, che Silvio Berlusconi abbia ridato entusiasmo ai suoi, come dice l’assessora alle Pari Opportunità della provincia di Lecce, mi sembra una visione troppo ottimistica. In realtà la ridiscesa in campo di Berlusconi ha fatto fare una figuraccia a chi predicava la necessità delle primarie come momento di rinnovamento preparatorio del post-Berlusconi. Invece siamo ripiombati indietro di 20 anni, con il Cavaliere contro Bersani».

Nemmeno un mese fa Fitto dava garanzie sulle primarie: «Le faremo perché sono necessarie: bisogna pensare anche al futuro del Pdl». Erano state raccolte le firme anche in Puglia, poi il grande capo ha messo tutti in riga. Potremmo concludere con una battuta di Fiorello: «Invece delle primarie, Berlusconi ha fatto le solitarie». Ci risiamo con le enfatizzazioni, ci prova D’Antini Solero con un comunicato: «Il centrodestra finalmente può compattarsi intorno al suo fondatore, ridando ottimismo a quell’Italia silenziosa e operosa che sembrava rassegnata al governo delle sinistre. Nessuna paura di un confronto con quanto accadde nel 1994. Forse che Pierluigi Bersani non faceva parte della classe dirigente pidiessina raccolta intorno ad Achille Occhetto? Con ruoli di governo nella rossa Emilia Romagna?». Anche quest’affermazione risente di un certo clima elettorale. Se si fa un’analisi obiettiva, sicuramente possiamo dire che il Cavaliere potrà essere il cemento di una nuova alleanza con la Lega, ma riesumare Forza Italia mi sembra anacronistico.

Nel Pdl il mal di pancia sono tanti, inoltre bisogna ricordare che la rivoluzione liberale promessa da Forza Italia non si è mai realizzata: è fallita, come ha ammesso lo stesso Perrone in qualche intervista. I vertici del partito sono spiazzati: Mantovano non si è allineato, Fitto tace, ma c’è il rischio di un ‘terremoto silenzioso’. Il ritorno del ‘partito carismatico’ per molti è una disfatta: Berlusconi, a questo punto, sembra interessato a conservare il Porcellum per decidere tutto lui.

«Il rinnovamento della classe politica nazionale riguarda tutti- afferma D’Antini Solero- nessuno escluso, anche chi come Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini, siede in Parlamento dalla notte dei tempi. Sono certa che Silvio Berlusconi saprà circondarsi di figure giovani e capaci, come dimostra l’esperienza passata in cui, mentre tanti parlavano vacuamente di attenzione per le donne e per i giovani, soltanto il governo Berlusconi sapeva ritagliare a queste due categorie posti importanti e rilevanti. La campagna elettorale comincia ora e l’entusiasmo che si respira tra tanti di noi è direttamente proporzionale alla paura che si legge nei leader del centrosinistra di vedersi sfuggire una vittoria che con superficialità, essendo minoranza nel paese, avevano dato per scontata».

Troppo ottimista l’assessora, perché c’è tanta paura anche tra i membri del Pdl: qualcuno si prepara a una lotta intestina, qualcuno andrà via. Certo, parlare di rinnovamento con il ritorno di Berlusconi sembra un ossimoro. Buon remake a tutti.

 

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