Mi sembra doveroso, prima di scrivere l’articolo, di fare i più sentiti ringraziamenti al Cuneo ed alla Tritium che, con i loro pareggi, hanno evitato che il Carpi ci raggiungesse, o addirittura superasse, in classifica.

Se stiamo andando a Carpi con tre punti di vantaggio lo dobbiamo esclusivamente a loro perché noi non abbiamo fatto assolutamente nulla che giustificasse questo attuale primato.
Dico attuale perché non me la sento di azzardare qualcosa per il futuro in quanto tutto quello che è successo o che continua a succedere, sembra surreale e fuori da ogni schema logico. Il Lecce che aveva macinato punti ma, diciamolo pure, anche gioco, si è improvvisamente fermato e questo, se può essere giustificato con la solita partita storta che può capitare anche ai migliori club, non è giustificato da questo calo continuo e decisivo di rendimento. Ognuno ha cercato le responsabilità o i rimedi necessari per rimettere la macchina in pista ma, per adesso, le uniche giustificazioni degli addetti ai lavori sono soltanto “ad excludendum” qualcosa. I Tesoro dicono non trattarsi di problemi di natura economica, Lerda asserisce non esserci nessuna frattura nello spogliatoio e che il tanto invocato Chevanton non gioca perché non è in forma e tranquillizza tutti affermando trattarsi di un prevedibile calo. Noi tifosi vorremmo credere a tutti ma questo non tranquillizza una piazza difficile come quella leccese dove si ipotizza già un cambio di guida tecnica che al momento avrebbe un riscontro con un altro cambio che il Lecce fece nel secolo scorso, sostituendo Corradi con Maino Neri mentre era in testa alla classifica, campionato quello che per inciso fu vinto dall’Avellino del nostro amico Pantani. Mi augurerei che non si ripetesse lo stesso errore perchè significherebbe che la società è in mano ai calciatori che potrebbero fare il bello ed il cattivo tempo. Questa situazione DEVE essere risolta nel segreto dello spogliatoio perché sarà pur vero che il Lecce è stato sovrastimato ad inizio di campionato, ma è altrettanto vero che non si possono perdere  improvvisamente quattro partite di seguito senza combattere, così come non si può pensare che la squadra sia improvvisamente imbrocchita. Vedere calciatori come Giacomazzi, Jeda, Pià, Chiricò, Benassi,Esposito, Diniz, Vanin e chi più ne ha più ne metta fare errori marchiani del tipo che abbiamo visto, fa veramente dubitare che si possa trattare di un calo momentaneo di forma. C’è sicuramente sotto qualcosa che a noi sfugge e che DEVE essere immediatamente portato alla luce, in questo caso la chiarezza è un imperativo categorico.
Una cosa noi tifosi abbiamo capito come sia vero ed attuale il detto “IL SILENZIO E’ D’ORO” da ricordare a Foti, Lerda ed anche al Dr. Palaia, squalificati tutti per intemperanze verbali. Ci starà pure che un arbitro pigli lucciole per lanterne, ma il Lecce, a detta di tecnici più competenti, rimane una squadra al di sopra di tutte le altre.
Noi non chiediamo molto perché siamo ancora convinti che centreremo la promozione, ma chiediamo una prova di attaccamento ai colori sociali a partire dalla partita più importante del girone che, guarda caso, sarà domenica con il Carpi. Lì veramente sarà necessario adottare un motto araldico caro ai carristi: “Il cuore oltre l’ostacolo”!

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