Prende il via in fase sperimentale in soli due comuni salentini ma già si parla di volerlo estendere a tutta la Provincia, il nuovo sistema di votazione elettronica che manderà in pensione schede elettorali, timbri e – probabilmente – anche scrutinatori.

E’ stato presentato questa mattina a Palazzo dei Celestini il progetto Salento eVoting, dalle rappresentanze della Provincia e di tutti coloro che hanno cooperato per realizzare la novità che porterà innovazione nel sistema delle votazioni elettorali: l’Università del Salento, la Prefettura di Lecce, la società Clio Com e l’ente responsabile del progetto eVote dello stato di Jalisco in Messico IECP Jalisco.
Il sistema di votazione elettronica infatti, nasce in Messico, dove la prima fase sperimentale ha avuto un così grande successo da allargare il sistema in tutto il territorio. Si vota grazie ad un’urna elettronica che riceve e conta i voti espressi dai cittadini a cui viene poi consegnata una ricevuta.
Il tutto diminuendo drasticamente i costi e le possibilità di truccare le votazioni. Non c’è possibilità di annullare le schede mentre è sempre possibile lasciarle in bianco. La votazione è espressa tramite touch-screen.
E’ un sistema completamente nuovo che cambierà non poco il sistema delle pratiche elettorali: per questo il Salento parte con una prima fase sperimentale che vedrà protagonisti due comuni, Melpignano e Martignano che utilizzeranno le urne elettroniche in occasione delle prossime elezioni del 2013.
“Ancora una volta il nostro territorio chiede di interloquire con altre nazioni mettendo a profitto buona prassi ed esperienze che ben si legano alla realtà locale e che tanto possono dare.” È quanto afferma il Presidente della Provincia Antonio Gabellone che per l’occasione ha salutato la delegazione messicana venuta a presentare l’urna elettronica e che ha dato prova lui stesso dell’innovativo metodo di votazione.
“Noi viviamo in un momento di grande disaffezione dalla politica con larghe fasce che decidono di astenersi dall’andare a votare. Questa circostanza è negativa perché il popolo è sovrano e se l’innovazione tecnologica offre un supporto importante per garantire l’esercizio della democrazia allora è giusto l’aver sposato immediatamente questa iniziativa”.

 

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