L’Ilva ha avviato gli interventi dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA), fermando da ieri l’altoforno 1, e cerca di superare l’emergenza dello scarico delle materie prime che mette a serio rischio la continuità produttiva dello stabilimento.

Un’emergenza, questa, determinatasi a seguito dei danni provocati agli impianti dal tornado abbattutosi su Taranto ed il siderurgico la scorsa settimana. Delle otto gru totali – tutte caratterizzate dalla sigla DM e da un numero progressivo, esistenti sui due sporgenti portuali adibiti allo scarico, una, da ieri sera, ha ripreso a funzionare attraverso l’ausilio di un radiocomando che l’azienda ha fatto arrivare dalla Svezia.

Una seconda gru ha cominciato a funzionare da ieri pomeriggio sempre attraverso il radiocomando ed una terza dovrebbe essere munita dello stesso dispositivo entro dopodomani. Il ricorso ai radiocomandi si e’ reso necessario in quanto le cabine delle gru o sono state completamente divelte dal tornado oppure risultano inagibili. Sulle altre gru, invece, si sta cercando di far risalire il personale addetto, che dopo l’incidente mortale causato dal tornado – vittima il giovane gruista Francesco Zaccaria – si e’ reso indisponibile a tornare sulle macchine in assenza di precise garanzie di sicurezza. Attraverso la gru riattivata ieri sera col radiocomando, la scorsa notte sono state scaricate circa 3mila tonnellate di materie prime, ma e’ con la macchina tornata in attivita’ ieri pomeriggio, sempre col radiocomando, che l’Ilva conta di fare un passo avanti in quanto si tratta di una gru con una portata maggiore.

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