Di Francesco Oliva

Nessuna violenza, nessun sequestro di persona e Sergio Spagnolo, 46enne di Salice Salentino, in Appello, non è stato condannato a dieci anni di carcere così come erroneamente riportato nell’articolo pubblicato nelle ore precedenti, ma ad “appena” due anni e sei mesi con una sostanziale riforma della condanna di primo grado. L’imputato è stato così assolto da una serie di capi d’imputazione: maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, violenza privata, danneggiamento e violenza sessuale con la formula “perché il fatto non sussiste”. I giudici hanno anche dichiarato di non doversi procedere per il reato di lesioni personali per mancanza di querela, escludendo un’aggravante. Spagnolo, così, è stato condannato con la sola accusa di calunnia e ha potuto beneficiare di un notevole ridimensionamento dell’impianto accusatorio contestatogli dalla Procura. In primo grado, infatti, all’imputato era stata inflitta una condanna a dieci anni di reclusione così come decisero i giudici della prima sezione penale il 21 gennaio dello scorso anno. Con la riforma della sentenza è stata in tal modo premiata la linea difensiva sostenuta dall’avvocato dell’imputato, il legale Donata Perrone, che aveva appellato integralmente la sentenza. De Pascalis, invece, secondo le indagini, dal novembre del 2005 al dicembre del 2006, avrebbe stuprato, picchiato e sequestrato in casa la sua convivente, una 42enne di origini peruviane dopo che la coppia si era conosciuta a Milano. Quelle accuse, successivamente, vennero confermate dalla donna nel corso di un incidente probatorio in cui raccontò una serie indicibile di abusi e sevizie subiti. Per i giudici d’Appello, però, Spagnolo non avrebbe compiuto nessuno di questi reati. Per conoscere le motivazioni della sentenza bisognerà attendere 90 giorni. La parte civile era rappresentata dall’avvocato Maria Argia Russo.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

20 + 11 =