Segni di una pedata inferta con violenza al parafango anteriore sinistro, la presenza di almeno tre punti sotto l’auto che avrebbero strisciato contro gli abiti ed il corpo di Antonella Bisanti e il presumibile non arrotamento di alcun organo della donna con le ruote dell’auto guidata da Alessandro Corrado Piccione.

E’ quanto contenuto nella perizia a firma dell’ingegnere Sergio Carati ed effettuata sulla carrozzeria della Toyota Corolla, con cui il 40enne di Nardò, lo scorso primo novembre, travolse e investì la barista di 37 anni. La consulenza era stata disposta dal sostituto procuratore Giovanni De Palma per accertare la presenza di eventuali ammaccature riconducibili a calci e pugni assestati sulla carrozzeria dell’auto prima che Piccione ingranasse la marcia e travolgesse la barista. Fu lo stesso indagato, poche ore dopo l’incidente, a raccontare di aver investito la donna perché vittima, suo dire, di un’aggressione così come, quella sera stessa raccontò agli inquirenti.

Per quell’investimento, la Bisanti è rimasta ricoverata per oltre un mese nel reparto di rianimazione del “Vito Fazzi”. Solo da alcuni giorni è stata trasferita in ortopedia e le sue condizioni, a detta dei medici, stanno lentamente migliorando anche se le funzioni motorie sarebbero state gravemente compromesse. Il suo investitore, difeso dall’avvocato Ezio Maria Tarantino, è indagato con le accuse di tentato omicidio e omissione di soccorso.

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