Era stata programmata una inaugurazione invece c’è stato un sit-in di protesta, presso l’istituto per ciechi “Anna Antonacci” di Lecce. L’apertura della Biblioteca braille, annessa allo stabile dell’istituto, in via Scipione de Summa, è stata rinviata per motivi organizzativi, si leggeva nel breve messaggio posto all’ingresso della nuova Biblioteca

All’inaugurazione avrebbe presenziato il presidente della Provincia, Gabellone, essendo l’istituto  gestito a partecipazione pubblica con un CdA la cui presidenza è attribuita al dottor Antico, e composto da sette membri di cui 5 a nomina politica tra la provincia e il Comune. Quest’ultimo minoritario in quanto proprietario di una parte dell’immobile.

 

Il sit-in di questa mattina è stato organizzato in difesa di quattro operatori con contratto a tempo indeterminato, messi in cassa integrazione in deroga e senza la certezza dell’erogazione essendo i fondi regionali terminati da tempo. Una sorta di “espulsione dal mondo del lavoro” lo ha definito il segretario della Funzione Pubblica Cgil Paolo Taurino. Gli operatori, infatti, in prospettiva hanno solo il prolungamento della cassa integrazione a zero ore. L’istituto, che ha un potenziale bacino di utenza di circa 2mila persone, è stato per oltre un secolo l’unico centro di riferimento nell’Italia meridionale  per l’educazione dei ciechi e svolge diverse attività volte all’integrazione sociale per le disabilità visive.

“Ci si chiede allora perché, se si evidenzia tanto fermento lavorativo, i quattro dipendenti  a tempo indeterminato, punte d’eccellenza per operatività ed  esperienza pluridecennale, siano stati in brevissimo tempo posti in cassa integrazione in deroga e sostituiti proditoriamente da personale assunto in forma precaria”, è stato il commento delle parti sindacali.

L’appello per lo sblocco della situazione è andato anche al presidente della provincia, Gabellone. Il sindacato si è già seduto al tavolo provinciale per le vertenze sindacali dove è stata notificata la crisi aziendale che, sempre secondo i sindacati, non ci sarebbe. Ci sono però quattro mesi di stipendi in arretrati e una convenzione regionale per cui dal 2006 l’istituto fornisce un servizio di ambulatorio per ipovedenti. Fondi per 250mila euro sono giacenti presso l’assessorato alla Sanità e che potrebbero essere utilizzati, “mentre l’istituto millanta una crisi aziendale ma al contempo riconverte lo stabile in un albergo sociale con relativa ristrutturazione dell’immobile”, ha chiosato Taurino.