Fu a Taranto che morì, nel 1803, il generale francese e scrittore Pierre Ambroise Françoise Choderlos de Laclos, a causa di una forma virulenta di dissenteria, a mio avviso procurata da un’abbondante assunzione di mitili o, per meglio intenderci, cozze nere per la cui coltivazione la città ionica anche all’epoca era abbastanza rinomata, o secondo altre fonti a causa della malaria.

Oggi non esistono più le sue spoglie, un tempo seppellite sull’isola di San Paolo e successivamente rimosse, durante una reazione antinapoleonica dei Tarantini. Il generale Laclos divenne particolarmente famoso grazie al noto romanzo epistolare “Les Liaisons Dangereuses”, in italiano “Le relazioni pericolose”, da cui sono stati tratti diversi film, il più famoso dei quali nel 1988, diretto da Stephen Frears, con John Malkovich, Glenn Close, Michelle Pfeiffer e Uma Thurman. Ma chi era in realtà questo militare scrittore?
Pierre Ambroise Françoise Choderlos de Laclos nasce da una famiglia appartenente alla nobiltà di toga. Il padre era un ufficiale governativo di servizio in Piccardia. Nel 1760 entra nell’École royale d’artillerie di La Fère e, l’anno successivo, viene nominato sottotenente e partecipa alla fase finale della Guerra dei Sette Anni, dislocato presso una guarnigione stanziata a La Rochelle. Nel 1788 ricopre la carica di segretario agli ordini del duca d’ Orléans, nei cui confronti avrà sempre una forma di venerazione, infatti, quando il duca è costretto a rifugiarsi a Londra perché accusato di aver partecipato attivamente alla rivoluzione del 14 luglio e per aver organizzato la “Marcia delle Donne” del 5 ottobre, il Laclos lo segue. I due rientreranno a Parigi l’anno successivo. Iscrittosi al “Club dei Giacobini”, fonda il “Journal des Amis de la Constitution” un giornale di ideologia ovviamente giacobina, grazie all’apporto finanziario del duca. Inoltre, per giustificare il comportamento tenuto dal duca d’Orleans, scrive l’”Exposé de la conduite de M. le duc d’Orléans”, ossia  l’”Esposto sulla condotta del Signor duca d’Orléans”, nel quale ne espone la ferma difesa.
Nominato segretario governativo da Danton, nell’agosto del 1792 viene promosso generale ed inviato ai reparti comandati dal generale Nicolas Luckner, che sta organizzando un’armata di 60 mila uomini. In seguito alle dimissioni del generale Luckner, Laclos assume il comando dell’armata. L’anno successivo viene nominato Capo di Stato Maggiore nell’armata dei Pirenei ma il 31 marzo viene arrestato, a causa dei suoi legami con il duca di Orléans, e costretto agli arresti domiciliari. È l’unico degli stretti collaboratori del duca a non finire sulla ghigliottina durante il Terrore. Liberato solo nel dicembre del 1794 viene nominato Segretario generale delle ipoteche, quindi nel gennaio del 1800 Il Primo Console Napoleone Bonaparte lo nomina comandante della riserva di artiglieria nell’armata del Reno.
Sempre il Bonaparte nel 1803 lo pone al comando della riserva di Artiglieria dell’Armata d’Italia, dislocata a Taranto. È nella città ionica che il generale Laclos, come già detto in apertura, si ammala di dissenteria e muore nel Convento di San Francesco ma, poiché rifiuta i conforti religiosi, è sepolto nella piazza d’armi all’interno del Forte de Laclos, che da lui prende il nome, posto sull’Isola di San Paolo, una delle Cheradi, le isole di fronte alla città.
Dopo la caduta di Napoleone che i Tarantini distrussero la sua tomba, gettandone probabilmente i resti nel mare. Oltre alle “Relazioni Pericolose”, pubblicata nel 1782, fra le sue opere si ricordano “Ernestine”, scritta nel 1776, e “Des femmes et de leur éducation” del 1783.

Cosimo Enrico Marseglia