L’animo effervescente di Ernesto Javier Chevanton non è bastato a mettere in moto il processo di fermentazione di questo Lecce svaporato. Il match del Via del Mare che ha visto opposti i giallorossi all’Albinoleffe è terminato a reti inviolate nonostante la verve messa in campo dal beniamino uruguaiano.

Il pareggio maturato a margine di una gara giocata su buoni ritmi ha lasciato in eredità un Lecce alle prese con il mal di gol e ancora incapace di scrollarsi dalle ruggini di fine anno. Considerando l’ottima prestazione fornita dalla squadra sul piano dell’agonismo in concomitanza del mezzo passo falso del Carpi, il punticino racimolato contro i bergamaschi  si è rivelato prezioso per la classifica quanto fondamentale per il morale dello spogliatoio. Un pari che potrebbe aver salvato la panchina di Franco Lerda complice la reazione di carattere dei suoi ragazzi, i quali, hanno dimostrato di essere un gruppo coeso sfoggiando una performance a caratteri cubitali dal punto di vista dell’impegno e della determinazione. Valori caratteriali che, sebbene abbiano messo in luce lo spirito guerriero di alcuni interpreti, hanno al contempo esibito sotto la lente d’ingrandimento enormi limiti in zona gol. La nota più lieta della gara che ha salutato l’orrido 2012 giallorosso è stata il ritorno a pieno regime di Chevanton. L’idolo dei tifosi ha dimostrato di aver raggiunto una forma accettabile disputando un buon secondo tempo palesando la matta voglia di riprendersi il suo Lecce e caricarselo sulle spalle.
CRONACA DELLA PARTITA
Mister Lerda disegna il solito 4-2-3-1 con la novità Ferrario in difesa e Malcore in attacco. Alle spalle del giovane attaccante il tecnico schiera il trio Falco, Jeda e Chiricò con Chevanton che parte dalla panchina.
Trascorrono appena 50 secondi e l’Abinoleffe spaventa il Lecce con una mischia in area che fa trovare a tu per tu Belotti con Benassi, ma l’estremo difensore giallorosso sventa il pericolo con una tempestiva uscita.
La risposta del Lecce si lascia attendere per circa dieci minuti e all’11° una bordata di Tomi mette paura a Offredi che respinge con i pugni. Intorno al 23° è Vinicius  a sfiorare la rete con un tiro terminato alto sopra la traversa al termine di un batti e ribatti in area. Vicini alla mezz’ora di gioco si rivede l’Albinoleffe con una punizione dal limite di Pesanti che sceglie la potenza trovando la risposta in due tempi di un attento Benassi.
Quattro minuti più tardi, Chiricò dribbla due avversari seminando il panico nell’area bergamasca liberando il destro che si spegne di poco a lato. Il Lecce schiaccia gli uomini di Pala all’interno dell’area della propria metà campo e al 36’ Falco serve in  Jeda che perde l’attimo facendosi neutralizzare la conclusione da Offredi.
Nella ripresa entra Chevanton al posto di un impalpabile Jeda e al minuto 48 il Lecce crea una ghiotta occasione gol: scambio Chevanton-Malcore con quest’ultimo che filtra in area per Falco che tutto solo tira su Offredi. I giallorossi hanno in mano il pallino del gioco e Al 20’ si rendono pericolosi con Memushaj che per pochissimo non trova la deviazione vincente su un tiro-cross di Chiricò. Dopo una punizione calciata alle stelle da Chevanton sono gli ospiti a sfiorare l’incredibile vantaggio con Belotti: al 34’ il giocatore di Pala lascia partire un missile all’interno dell’area del Lecce chiamando Benassi alla parata della partita. La partita non si mette bene per i giallorossi che dopo una manciata di minuti restano in dieci per l’infortunio di Ferrario, ma la gara rotola sino ai titoli di coda senza altri sussulti.

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