L’Arte è sempre in scena, immersa nelle meraviglie del barocco leccese, nelle sale della Galleria Maccagnani, a pochi passi dalla Chiesa di Sant’Irene, in Corso Vittorio Emanuele, a Lecce.

 

 

Si è inaugurata, lo scorso martedì 11 dicembre, la Mostra Collettiva di Pittura e Scultura che si potrà visitare fino al 20 prossimo. Il pubblico ha dimostrato ancora una volta, seppur infreddolito, lo straordinario interesse per l’Arte e i suoi protagonisti. Complice la cornice barocca, o forse il clima di festa che si respira nei vicoli del centro storico? Sta di fatto, che l’Arte è riuscita a scaldare anche l’animo dei visitatori. A condurre la manifestazione, l’artista varesina Alba Stamerra, organizzatrice dell’evento, designer ed ecologista, che ha spiegato come la Collettiva vada a toccare quattro regioni. Degli artisti che la stessa ha presentato, sono in mostra le opere del lombardo Giancarlo Provasi, di Enzo Pulejo dal Lazio e della siciliana Angela D’Anna. Poi, una folta rappresentanza di pittori e scultori pugliesi: Marco Bernardini, Giuliana De Marco, Anna Lisa De Marianis, Fabrizio Giuranna, Claudia Luana Greco, Carlo Ortis, Donatello Palermo e Biagino Sarcinella. Abbiamo approfittato, durante la serata, per fare una breve chiacchierata con Anna Lisa De Marianis. La pittrice, nonostante sentisse una forte carica emotiva, ci ha permesso, in quegli istanti, di scoprire i suoi ideali artistici e, inevitabilmente, il profondo della sua anima.    

Anna Lisa, c’è un’opera alla quale sei legata sentimentalmente, tra tutte quelle realizzate fino ad oggi?

Non c’è un’opera a cui sono particolarmente legata, perché ogni tavola per me è qualcosa che proviene dal mio inconscio, o meglio dalla parte nascosta che vive dentro me e che grazie alla pittura riesco a tirar fuori. Per me, ogni opera è un racconto.

E se dovessi sceglierne una?

Se devo scegliere un’opera la scelgo in base a quella che più mi caratterizza, ed è “Immergée”. Un’opera che non ho più, ma della quale conservo il ricordo, perché in essa rivedo me stessa: una donna immersa nel suo mondo.

Hai avuto delle esperienze particolari durante la realizzazione delle tue opere? Potresti raccontarcele?

Nelle mie ultime opere traspare la voglia di far conoscere il “mistero della fusione tra corpo e anima”, ed è proprio mentre dipingevo “Tormentata fede” che mi sono accorta di voler approfondire questo legame. Mi sono detta: “questi sono i miei soggetti”, corpi spirituali dipinti a fiato sospeso, con tenui contrasti che lasciano trasparire un senso di quiete e leggerezza. In quell’istante è come se avessi trovato la mia strada, sulla quale si fondano tutti i miei progetti futuri. Infatti, le opere del 2013 saranno caratterizzate da questi “corpi”, dando vita alla conoscenza dei movimenti ed entrare in un mondo spirituale dove il corpo si fonde con l’anima. Perché, dipingere un nudo per me non vuol dire dipingere un corpo, sono affascinata dall’andare oltre l’esistenza, per scavare dentro ogni singolo gesto e capire il suo misterioso significato. È stato emozionante, perché ad un tratto ho intravisto un sentiero, un percorso di riferimento lungo il quale realizzare le mie prossime tavole.

Questo momento di crisi ti ha trasmesso dei dubbi riguardo la pittura?

In questo momento di crisi l’unico spiraglio di luce per me è la pittura, l’unica in grado di emozionarmi e di farmi immergere in un mondo dove non esiste “crisi”! Quindi affronto con coraggio questo periodo e continuo a dipingere con passione e serenità, perché l’Arte fa parte di me e non riesco neanche lontanamente ad immaginare di smettere.

Qual è stato il tuo primo “segno” che ti ha introdotto nel mondo dell’Arte?

La passione per l’Arte mi ha sempre accompagnata, fin da bambina. Non ricordo però il momento in cui ho avuto la consapevolezza di volerla coltivare. Tutto è iniziato dal disegno, matite, carboncini e sanguigne per poi iniziare a scoprire i colori. Ho sempre creduto che la realtà può rovinare quello che inconsciamente si costruisce nei sogni. Può sembrare strano o addirittura buffo, ma ho iniziato a sognare solo quando ho incontrato l’Arte, l’unica in grado di illuminare i miei sogni. Da qui, nascono le mie tavole, fondendo colori ed emozioni, creando così fantastici mondi onirici, spirituali e a volte surreali, ma non per questo lontani dalla realtà! Perché la realtà non è altro che la concretizzazione dei nostri sogni.

Quale opera non rifaresti?

L’opera che non rifarei mai appartiene alla categoria dei paesaggi, perché non li sento vicini al mio modo di esprimere e raccontare la mia realtà. In fondo dipingere è comunicare, e con i paesaggi non riuscivo a farlo e non riuscivo a trovare quel filo conduttore che mi lega alla “tavola”.

Ringraziamo la giovanissima artista, anche perché ci ha trasmesso tanta fiducia in un momento di difficoltà.

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