Quello che si chiede è un intervento immediato e risolutivo per le circa 40 famiglie residenti nella zona della provinciale per San Pietro in Lama che in questi giorni hanno consegnato un esposto alle istituzioni per risolvere un problema quanto mai gravoso.

Da sempre luogo preferito dai leccesi sporcaccioni che utilizzano la campagna e le zone circostanti come una discarica, da circa un mese la situazione è degenerata: non più soltanto vecchi rifiuti ma adesso anche siringhe, boccette di soluzione fisiologica e lacci emostatici abbandonati sul ciglio della strada a due passi dalle abitazioni.
Un problema che diventa quindi un vero e proprio pericolo e che ha spinto le famiglie all’azione. Dopo una prima serie di segnalazioni inviate alla Polizia Municipale, accolte per altro immediatamente con gli interventi della ditta che si occupa di ripulire le strade, gli abitanti dei tre lotti che persistono sulle vie Della Mura, G. Manzu’, Pezzella, Lo Russo, Stasi, Nocco ed Einstain, sono stati costretti ad una raccolta firme e ad un vero e proprio esposto che è stato poi inviato al Comune di Lecce, al Prefetto, alla Questura e ai Vigili Urbani.
Nonostante la continua e ripetuta pulizia infatti, siringhe e affini sono stati puntualmente ritrovati con una cadenza di circa tre giorni sempre nello stesso punto, in una piccola area di verde abitualmente frequentata dai residenti e soprattutto dai bambini.
L’area è leggermente isolata ma facilmente accessibile e illuminata ed è tra l’altro nei pressi dell’importante Villa Mellone di proprietà della Provincia di Lecce, recentemente ristrutturata e aperta anche in occasione della giornata Fai di Primavera del 2008.
La piazzetta è stata molto spesso lasciata nell’incuria o alla cura sporadica degli stessi inquilini dei lotti – qua e là vi sono degli alberi di ulivo piantati privatamente – ma adesso è anche diventata luogo di frequentazione di tossicodipendenti.
“La situazione è diventata insostenibile, perché se prima potevamo gestirla, adesso è diventato un pericolo per noi, per i nostri bambini e anche per i nostri animali”. A parlare sono gli stessi residenti che abbiamo intervistato dopo un breve giro di ricognizione.
“I bambini sono i primi che si muovono nella zona per giocare, magari per raccogliere la palla e con le mani se non prestano attenzione, possono raccogliere quello che non dovrebbero. E poi il pericolo è anche per noi adulti, che corriamo il rischio di calpestare le siringhe, immaginiamo in estate con le scarpe aperte. Chi assume droghe è liberissimo di fare della vita ciò che vuole, è una propria responsabilità ma quando diventa un pericolo per gli altri il discorso cambia. L’altro giorno abbiamo ritrovato 17 siringhe! Abbiamo paura quando rientriamo tardi nel fine settimana e adesso siamo costretti a tenere i bambini in casa.”
“Questa zona è sempre stata lasciata un poco a se stessa.” Ci ha poi riferito un residente. “Io ci vivo da quindici anni e ho visto costruire e nascere questa zona che ha sempre avuto problemi, anche a causa dei ritrovamenti archeologici della Cupa. Di quella zona dove troviamo le siringhe, per esempio, è stato fatto il marciapiede, poi tutto il resto è stato fatto da noi residenti che abbiamo piantato un po’ di verde. Quello però, che chiediamo è un po’ di pulizia… non solo per noi ma anche per l’immagine di quella bella Villa Mellone”.
La struttura storica si trova infatti, proprio alla fine di Via Manzù e si affaccia sulla desolazione dell’area per cui i residenti della zona si stanno battendo. Da una parte l’erba incolta, la spazzatura e il perimetro di un campetto di calcio mai realizzato e dall’altra la facciata imponente di una dimora storica che di sicuro meriterebbe un ingresso molto più consono.
“Insomma, i disagi sono tanti per noi, per i nostri animali ma soprattutto per i nostri bambini”.
L’esposto è stato al momento consegnato. Ora non si può far altro che attendere una risposta dalle istituzioni. Vi terremo aggiornati su eventuali novità.
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