Il mare come una casa ha suoni
ha litanie d’onde.
Qui abito dove l’acqua sfinisce
la preghiera riprende a riva del ritorno.

***
Ma a cert’ora prestando orecchio
senti le onde che dicono:
sorella sorella.

Daniela Liviello è nata a Taviano (Lecce), nel 1955, ma ha vissuto per molti anni in Lombardia, senza mai dimenticare il continuo richiamo della sua terra d’origine: il Salento. Suoi interventi e testi di narrativa sono apparsi su riviste e lavori collettanei; sue poesie sono state pubblicate nell’antologia  “Alchimie poetiche tra memoria e sogno” (Pagine) e dalla rivista internazionale “poeti e poesia”. Per Piero Manni edizioni ha pubblicato le raccolte “E madonne sorridenti” (2008) e “Il rovescio delle foglie” (2010) con recensioni sulla rivista “Poesia” di Nicola Crocetti, n. 248 aprile 2010, e “l’immaginazione”, n. 257 settembre- ottobre 2010, rivista di letteratura diretta da Anna Grazia D’Oria.
Il volume finemente rilegato in carta patinata, racchiuso in 37 pagine ed edito da LietoColle, Libriccini da collezione, serie Collana Verde Opera Prima trentacinque, ha come emblematica copertina, Miranda nella tempesta (1916), un’opera dell’artista John William Watherhouse e racchiude al suo interno una singolare dedica dell’autrice: “A chi osa, a chi attraversa, dalla riva opposta ed a Massimo, che ha scelto di amare la mia terra e la sua storia”.
Ogni poesia di Daniela, come si evince dalla prefazione a cura di Stefano Donno, ha un proprio fascino e suscita emozioni differenti, a seconda dell’argomento trattato, in quanto  alcune di esse racchiudono un profondo significato che solo un lettore attento riesce a cogliere, altre invece, hanno un tono così romantico che danno la netta impressione di udire una melodiosa e dolcissima armonia proveniente da lontano.
Leggendo e rileggendo le sue poesie di facile lettura e dense di contenuti, noto che vi è una particolare sobrietà di stile e nitidezza di pensiero che dimorano decisamente in chi come lei, crede da sempre nei valori dell’esistenza, catturando il lettore con la tipica fragilità e grandezza delle risorse umane.
Per lei un semplice foglio ed una penna sono come dei fedeli compagni di viaggio con cui realizzare una straordinaria raccolta poetica come la suddetta, lì dove esclusivamente con la sua scrittura essenziale e fresca riesce ad evadere da un mondo che non sempre corrisponde perfettamente a ciò di cui ha necessità per vivere in armonia con se stessa ed i suoi simili.
I suoi versi sono la magica arte che mette le ali all’anima ed al cuore, denudandole e catturandole in poche ed efficaci rime, un pregevole dizionario per le parole più difficili ad esprimere così come ognuno di noi desidererebbe, sì perché poetare per lei  è proprio come dare vita a delle nuove sensazioni, emozioni e passioni per poi regalarle ai lettori, un nobile gesto di solidarietà umana verso chi legge nutrendosi e dissetandosi alla sua fonte, regalandoci  a piene mani una pausa di riflessione scevra dal logorìo della vita moderna, in cui e con cui esprime la musicalità dei suoi versi che sono la più alta espressione del suo animo malinconico e nostalgico, declamandoli in modo tale da restituire pienamente  il senso del tempo lì dove essi hanno visto la luce.
Questa interessante silloge poetica, insomma, trasmette dei profondi messaggi universali, ricchi di contenuti e non solo individuali ed introspettivi, essendo intessuta con le tessere di un meraviglioso mosaico umano aventi per soggetto i luoghi della tenerezza e del rimpianto!

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