Presentazione ufficiale di Loredana Capone alla candidatura per le primarie parlamentari, questa mattina nella segreteria provinciale del Partito Democratico. La vicepresidente regionale, facendo il punto della sua attività politica ha ribadito più volte di voler esportare oltre i confini regionali il laboratorio amministrativo pugliese in costante crescita.

“Sono stata nei Consigli del Comune, della Provincia e della Regione, sento di poter dare il mio contributo anche al Paese –  ha commentato così Loredana Capone la decisione di candidarsi alle parlamentari del prossimo 30 dicembre – sono anche fondatrice del partito leccese che ho sempre sostenuto, rispondendo ad ogni richiesta dei vertici”. La scelta della sua candidatura, in deroga al regolamento che non lo consentiva ai rappresentanti regionali, provinciali e ai sindaci dei comuni con più di 5 mila abitanti, è stata riassunta in pochi punti. Primo fra tutti il prossimo scioglimento del Consiglio regionale, come è scritto nella richiesta di deroga, poi accettata, dalla stessa Capone.
Forte del sostegno di altri democratici e democratiche, la vicepresidente regionale ha una certa sicurezza sulla probabile vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni, indipendentemente dalle mosse politiche che farà l’ex presidente del Consiglio Monti con i centristi. Non ha criticato l’agenda Monti, la Capone, ma è trapelata da subito una certa riluttanza alle politiche di austerity fin qui adottate dallo scorso governo e confrontate con i numeri e le statistiche snocciolate sull’attività amministrativa della Regione.
Anche nelle passate campagne elettorali, qualcuno la accusa di prenderne troppo parte, Loredana Capone ha dato lustro e risalto all’attività di finanziamenti in ricerca e innovazione per lo sviluppo delle imprese, rendendole competitive sui mercati internazionali. “Solo con l’innovazione si può dare occupazione, c’è una spirale di crescita solo nelle esportazioni, il consumo interno non potrebbe garantire la sopravvivenza delle aziende”, su questo punto la Capone ha chiosato a lungo nel giustificare il suo intento di portare tali competenze al servizio del Paese oramai in forte decrescita.
In un altro punto della sua agenda d’intenti, la vicepresidente regionale vorrebbe riavvicinare la centralità parlamentare agli spazi periferici dei circoli politici. “Della mia contribuzione economica al partito non ho nulla da dire, sono in regola”, ha concluso la Capone con un sorriso prima di chiedere la fiducia ai presenti simpatizzanti e tesserati, ricordando di non fare confusione nella scelta in sede votante, “Capone siamo in due, io e il segretario provinciale Salvatore”. Tra l’altro si possono scegliere entrambi stando alla regola del 50 e 50 per la parità di genere.

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