Diabolik compie 50 anni e anche la città di Lecce decide di rendere omaggio a questo immenso personaggio del fumetto italiano con una mostra a lui interamente dedicata.

Il re del terrore e la sua bellissima compagna Eva Kant, raccontati in questa mostra curata da Mario Gomboli, direttore della casa editrice Astorina, che ci rivela i segreti dell’intramontabile ladro in calzamaglia e della sua affascinante compagna.
L’inaugurazione si è tenuta ieri pomeriggio, infatti, presso le sale del Castello Carlo V alla presenza del sindaco Paolo Perrone e dell’Assessore al Turismo, Arte e Spettacolo, Luigi Coclite. Emozionati e quasi commossi, hanno sottolineato come la volontà di portare a Lecce un evento di tale portata abbia fatto sì che si superassero le prime titubanze, soprattutto in merito alla “risposta” del pubblico. Significativo l’interrogativo del sindaco Perrone su come le nuove generazioni possano recepire Diabolik, fumetto profondamente immerso nella cultura e nelle tematiche degli Anni ’60 e ‘70.
Divertente il fuori programma pensato dagli organizzatori: ad un certo punto della presentazione, sono state spente tutte le luci in sala e sono entrati alcuni attori in calzamaglia nera che, aggirandosi furtivi tra i presenti, hanno simulato un furto, tra l’ilarità più che lo spavento del pubblico.
Nato dalla “matita” delle sorelle Angela e Luciana Giussani, Diabolik fu uno dei casi editoriali più controversi di quegl’anni. Innanzitutto, la risposta ad un fumetto ideato e scritto da due giovani donne della borghesia milanese non è scontata, come ben illustra il documentario che viene trasmesso di continuo in una delle sale della mostra proprio sulle sorelle Giussani. Siamo nella Milano del boom economico, boom che si misura nel numero di pendolari che ogni giorno, scesi dai treni delle Ferrovie Nord, transitano da Piazzale Cadorna. Tale andirivieni non passa inosservato dalle finestre della casa editrice Astorina, appena fondata dalle due sorelle, che affaccia proprio sul piazzale. Ed è proprio per alleviare la noia del viaggio di quei pendolari che Angela e Luciana pensano di ideare un fumetto che, a differenza di tutti gli altri presenti in edicola, fosse rivolto a un pubblico adulto, che parlasse di delitti e che, per la prima volta nella storia del nostro fumetto popolare, avesse un cattivo vincente per protagonista. Anche il formato fu pensato appositamente per questo pubblico: tascabile, con due vignette per pagina e facilmente leggibile, anche in un vagone affollato, in una quarantina di minuti, il tempo medio calcolato per giungere al proprio posto di lavoro.
I temi sono certamente controversi. Interessante l’area dedicata a Diabolik ed Eva Kant, prima “coppia di fatto” del fumetto italiano. Siamo nel 1963 ed Eva esordisce nelle storie di Diabolik. Sono anni in cui la parola convivenza non è ancora entrata nel gergo comune e così i due entrano nel mirino dei perbenisti benché il loro amore sia destinato a durare negli anni a dimostrazione che non sia necessario l’altare per suggellare un sentimento. Le sorelle Giussani, attraverso le vicende personali dei loro eroi, tracciano una storia esemplare di convivenza, che si perfeziona nel tempo. All’inizio Eva Kant ricopre e accetta un ruolo subordinato pur di rimanere accanto a Diabolik. Ma ben presto si emancipa, dimostrando che lui ha bisogno di lei quanto lei ne ha di lui. Un rapporto alla pari, in cui l’amore coincide perfettamente col rispetto.
Ma l’immagine di Diabolik non è solo quella dell’antieroe romantico in calzamaglia nera. Un’ampia sezione della mostra è dedicata a Diabolik e la “tecnologia”. Evidente è l’influenza di altri antieroi precedenti, da Fantomas (da cui prendono spunto per le famose maschere di plastica che gli permettono di cambiare identità) a James Bond (Aston Martin e Jaguar sono nate dalla stessa officina!). Naturalmente, il tutto resta filtrato dalla “particolarissima” cultura scientifica delle due sorelle, così definita per l’approccio tecnologico evidentemente molto femminile, più attento al discorso estetico che non all’approfondimento delle specifiche tecniche.
Oggi, dopo 50 anni, Diabolik è ancora l’unico “fumetto nero” presente in edicola e per di più con uno spazio importante. Un successo simile è frutto di un’attenta scelta, rivelatasi col tempo vincente: le Angela e Luciana Giussani decisero di rendere meno cinico e feroce il proprio personaggio più che altro per differenziarlo dalla miriade di fumetti usciti in seguito, cosiddetti della “Banda dei K”, dando, invece, un taglio più thriller e giallo alle loro storie. Le autrici inoltre inserirono temi di attualità come la prostituzione, la droga e il traffico di esseri umani cosicché, negli anni, quella di Diabolik è stata sempre percepita come figura “eticamente positiva”, pur restando un criminale.
Nell’ultima sala, infine, è stata presentata in anteprima la nuova serie che andrà in onda su Sky nella prossima primavera, proprio sulle avventure del ladro dagli occhi di ghiaccio, attesa da tempo da tutti gli amatori del genere.
La mostra resterà aperta tutti i giorni, dalle ore 9.30 alle ore 13.00 e dalle ore 16.30 alle ore 20. Oggi pomeriggio, alle 16.30, “In Arte Diabolik”, estemporanea di pittura a cura di Menti Calde. Il 23, alle 10, “Grinko e la dea Diabolika (a cura del Club Idesse Citroen) e alle 16.30, “Una tavola in quattro ore”, estemporanea di fumetto a cura di Lupiae Comix.
Altri eventi sono previsti sino alla chiusura della mostra che resterà aperta al pubblico sino al 6 gennaio.

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Federica Nastasia