Dopo uno stop di alcuni mesi, riprenderà mercoledi’ davanti alla Corte d’Assise di Perugia il processo ad Umberto Bindella, l’ex forestale imputato per omicidio volontario e soppressione di cadavere nel procedimento scaturito dalla scomparsa di Sonia Marra, la studentessa leccese sparita da Perugia

il 16 novembre 2006, il cui corpo non e’ mai stato ritrovato. Tra le deposizioni piu’ importanti fino a ora nel procedimento, c’e’ stata quella di una sedicenne, all’epoca dei fatti 11enne, che sostiene di aver visto un uomo vestito di nero entrare ed uscire da casa di Sonia la sera della sua scomparsa, il 16 novembre 2006. Secondo la deposizione della giovanissima, che fino ad ora si e’ dimostrata forse la testimone piu’ forte dell’accusa, l’uomo era anche in possesso delle chiavi dell’appartamento di Sonia perche’ lo ha visto armeggiare davanti alla porta d’ingresso. E dalle altre testimonianze emerse durante il processo si sa che di mazzi ne esistevano solo due: uno lo aveva Sonia e uno la proprietaria dell’immobile. La ragazzina lo aveva raccontato molto dettagliatamente in aula: ”Ho sentito dei rumori provenire dall’ingresso, ho aperto la porta di casa mia e mi sono affacciata. Ho chiamato papa’, ma non ho ricevuto alcuna risposta. All’inizio mi sono affacciata rimanendo sul mio pianerottolo. Ho visto un uomo davanti alla porta di casa di Sonia. Mi pare poi di essere rientrata. Ho guardato dalla finestra e ho visto una macchina, bianca a tre volumi. Parcheggiata sotto casa, attaccata al muro. Poi ho sceso la prima rampa di scale e ho continuato a guardare l’uomo. Non penso che questa persona mi abbia visto”.