Maurizio BuccarellaSi sono aperte lunedì scorso fino a domani le primarie del movimento di Beppe Grillo, rigorosamente on line con 1400 candidati in tutta Ialia, 62 per la Puglia. Votano gli iscritti al movimento alla data del 30 settembre scorso che possono esprimere tre preferenze alla lista regionale. Si sceglie l’ordine di disposizione delle liste per i candidati a Camera e Senato per le prossime elezioni governative. A lecce sono 15 in tutto i candidati, gli stessi che componevano la lista delle scorse amministrative

I requisiti dei candidati rispondono della partecipazione alle liste civiche del M5S in tutte le competizioni elettorali che si sono svolte finora. Lecce, Galatone e Nardò nel caso della provincia salentina.

Le liste possono essere consultabili solo dagli iscritti aventi diritto al voto che hanno accesso all’elenco dei candidati dove ciascuno ha presentato un curriculum, una dichiarazione d’intenti, i propri contatti sui social network  e un video di presentazione. Il tutto non è visionabile dai non iscritti al movimento. “Essi rappresentano il gruppo politico organizzato che, riconoscendo come capo politico e suo rappresentante Beppe Grillo, depositerà il logo quale segno distintivo delle liste dei candidati e del programma formati secondo le procedure in Rete del MoVimento 5 Stelle”, si legge sul portale del movimento.

All’interno del movimento, tuttavia, non mancano le polemiche; dopo il caso Federica Salsi, la consigliera regionale “dissidente” e di Valentino Tavolazzi, altro grande escluso, spuntano altri tre nomi, già entrati nelle liste parlamentarie ma poi espulsi.

Abbiamo chiesto spiegazioni  al candidato leccese per le parlamentarie, Maurizio Buccarella

Come mai i “dissidenti” vengono esclusi dalle competizioni elettorali?

Quello di Tavolazzi è un episodio passato, a lui è stato revocato il diritto all’utilizzo del logo della sua lista di Ferrara perché non era iscritto al Movimento 5 Stelle nel senso tecnico formale. Lui è un attivista  dice anche cose condivisibili ma non è un iscritto.

In cosa dissentiva?

Ha lamentato la tardività dell’utilizzo del portale nazionale del movimento per la diffusione del programma del movimento stesso cosa che dovrà avvenire in questa settimana, dopo la scelta dei candidati.  Il programma c’è, anche se le critiche parlano di molte proteste e nessuna proposta. L’elenco dei punti già on line non è completo, lo sarà nelle prossime settimane e basterà per rivoltare il Paese come un  calzino.

Esiste nel movimento un organismo interno per stabilire le regole, come rispettarle;  chi stabilisce per i dissidenti?

Le regole sono quelle note a tutti e disponibili per tutti, non si tratta di uno statuto partitico, sono poche semplicissime regole e sono contenute nel “Non –statuto” disponibile on line. Il M5S è un’associazione di cittadini liberi che non vuole costituirsi come partito, l’unico strumento che ci contraddistingue come attivista è l’utilizzo del logo.

Finora ha deciso Beppe Grillo e Casaleggio, lo staff. Chiamiamole espulsioni ma in realtà si tratta di revoche sull’utilizzo del logo qualora non si rispettano le regole interne del movimento, ma ad oggi stiamo ragionando sulla base di consiglieri comunali e regionali. Se in futuro ci saranno i parlamentari del M5S, le modalità di espulsione saranno scelte dai parlamentari stessi e consultata dalla base degli iscritti i quali voteranno online . Sarà un ulteriore segnale dell’assenza verticistica che il movimento propone, sulla logica dell’”uno vale uno”.

Quali sono le regole per la partecipazione istituzionale?

Limite dei due mandati e nessun rimborso elettorale tra le altre. Gli aspiranti parlamentari, invece, hanno già preso l’impegno che accetteranno una retribuzione massima di 5 mila euro lordi rinunciando alla differenza che sarà lasciata allo Stato. Un segnale forte di coerenza con quello che diciamo da anni

Ieri i miei colleghi attivisti sono stati in  Consiglio regionale a Bari per protestare su “Zero privilegi” un’iniziativa popolare per la quale abbiamo raccolto 20 mila firme in tutta la Puglia chiedendo che la regione abrogasse i privilegi e dimezzasse le indennità, ci hanno convocati in commissione per oggi ma hanno discusso ieri in Consiglio e approvato, solo la riduzione dei consiglieri, una presa in giro per noi e per i cittadini che hanno firmato la petizione. Vogliamo mettere fine a questo stato di cose.

 

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