Trascorreranno davanti ai cancelli della fabbrica anche la notte del 31 dicembre i lavoratori del pastificio Tandoi spa di Corigliano d’Otranto, in sciopero e presidio permanente da diversi giorni per protestare contro la situazione di grave precarietà in cui vivono da anni.

Per le ore 16 di oggi pomeriggio, inoltre, secondo le notizie giunte, sarebbe intenzionato a recarsi al presidio il proprietario dell’azienda, Filippo Tandoi, per incontrare lavoratori e organizzazioni sindacali.

I lavoratori, con al fianco le organizzazioni sindacali Flai Cgil e Fai Cisl, hanno intrapreso questa forma di protesta perché esasperati dall’assenza di risposte alle loro legittime e sacrosante richieste, tra le quali quella di vedersi retribuito il lavoro.
Dopo numerosi incontri tra le Organizzazioni sindacali e la società Tandoi Spa (il cui stabilimento è situato nella zona industriale, uscita per Corigliano sulla S.S. 16), durante i quali più volte era stato chiesto il pagamento dalle mensilità pregresse e le spettanze maturate, comprese le quote relative alla previdenza complementare, gli operai del sito produttivo hanno deciso di interrompere l’attività lavorativa e di indire uno sciopero a oltranza fino a quando non avranno certezza delle loro rivendicazioni.

“È da circa un anno e mezzo che rincorriamo promesse e sottoscriviamo accordi con Tandoi che puntualmente sono stati smentiti dai fatti.” – dichiarano le organizzazioni sindacali di FAI-CISL e FLAI-CGIL – “E all’orizzonte non c’è alcun impegno per rilanciare l’attività produttiva con un vero piano industriale”.
Nell’arco degli ultimi due anni il sostegno e la volontà da parte dei lavoratori, dal canto loro, di risollevare le sorti dello Stabilimento di Corigliano è stato profuso senza limitazioni, fino al punto di sopportare periodi di cassa integrazione ordinaria, con la prospettiva, a partire dal gennaio prossimo e per tutto il 2013, della cassa integrazione straordinaria.
La molla che ha fatto scattare la protesta così decisa è stata determinata dalla partenza di alcune macchine confezionatrici e dalla decisione di fare “pulizia” per quanto riguarda il prodotto stoccato in magazzino in assenza di una vera programmazione della produzione anche in vista del nuovo anno; evidente segnale di quale direzione si voglia prendere per il futuro di questa realtà produttiva con la conseguente ricaduta sui livelli occupazionali.

I lavoratori inoltre sono in attesa di conoscere gli sviluppi in merito alla convocazione della Task force regionale, come da impegni presi dall’Istituzione.

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