Sarebbe stato riconosciuto da un carabiniere senza un regolare accertamento alla guida della propria auto sequestrata appena una settimana prima. Gianluca De Matteis, 37enne di Veglie, finì sotto processo e, nell’ottobre del 2010, fu condannato in primo grado a tre mesi di reclusione con l’accusa

di sottrazione di cose sottoposte a sequestro dall’autorità amministrativa. In Appello, però, l’operaio è stato assolto con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. La vicenda, per certi versi paradossale se non fosse sfociata in un procedimento penale con un relativo spreco di risorse umane ed economiche, risale al 27 aprile del 2008. Quel giorno, un carabiniere nota sfrecciare per le vie del paese un’Audi A6 e ritiene che alla guida di quell’auto ci fosse proprio De Matteis. Una volta rientrato in caserma, il militare effettua una serie di accertamenti e scopre che l’Audi A6, appena una settimana prima, era stata oggetto di sequestro. Convinto di aver notato alla guida dell’auto proprio De Matteis redige una segnalazione di reato inoltrandola in Procura e a carico dell’operaio viene incardinato un procedimento penale. Dopo la condanna di primo grado, l’avvocato difensore del 37enne, Vito De Pascalis, ha impugnato la sentenza dinanzi ai giudici d’Appello. E la sua tesi difensiva è stata premiata. Il carabiniere, a dire del legale, non avrebbe proceduto all’identificazione personale dell’automobilista che, quella mattina, vide circolare. Nè lo avrebbe fermato per un controllo nel corso di un normale servizio di pattugliamento per contestargli, eventualmente, una qualche violazione al codice stradale. Ma vi sarebbe di più; il militare non avrebbe neppure annotato la targa dell’autoveicolo e un ricordo più o meno nitido su quanto visto non avrebbe potuto determinare profili penali a carico di De Matteis. Pertanto, con l’assoluta incertezza su chi stesse guidando l’auto, prima di proseguire nelle indagini sfociate in un processo, il carabiniere avrebbe dovuto specificare nella contestazione di reato le modalità con cui eseguì l’identificazione del conducente e del veicolo. I Giudici d’Appello, in ultima istanza, hanno condiviso le argomentazioni difensive e De Matteis è stato assolto.

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