Niente da fare per i 40 precari dell’Università del Salento che ora rischiano seriamente di ritrovarsi senza lavoro in seguito alla scadenza del contratto di lavoro il 15 dicembre.

È stato il Consiglio di Amministrazione dell’Università del Salento, che con un comunicato diramato nel pomeriggio, non ha lasciato speranze di risolvere questa difficile situazione: “Il Consiglio di Amministrazione dell’Università del Salento, in data odierna, ha affrontato il problema dei propri precari in scadenza e, preso atto dei pareri pervenuti, si è reso conto con sommo dispiacere di non avere alcuno spazio di legittimità per avviare un processo di stabilizzazione.

Sulla situazione è intervenuta l’associazione Link-Udu: “Nella mattinata di oggi si è tenuta la seduta del Consiglio d’Amministrazione dell’Università del Salento, durante la quale si doveva deliberare in merito alla richiesta di reintegro come Direttore Generale da parte del Dott. Miccolis e la stabilizzazione di n°32 precari amministrativi con contratto in scadenza il 15 Dicembre 2012.
Come associazione studentesca Link-Udu Lecce, per mezzo del nostro rappresentante Carlo Monticelli, abbiamo espresso su entrambi i punti voto di astensione, mentre il resto del CdA ha dato parere favorevole.
Abbiamo deciso di astenerci su entrambi i punti, perché non intendiamo prendere parte allo scontro istituzionale e mediatico che si sta consumando ormai da qualche settimana.
Nello specifico abbiamo deciso di astenerci sulla richiesta di reintegro del Dott. Miccolis, nonostante non siamo d’accordo su un suo eventuale reintegro, perché riteniamo che tutta la vicenda abbia assunto dei connotati ambigui. Anche se la richiesta delle dimissioni volontarie, e quindi la sfiducia politica, votata nel CdA del 23 Ottobre sia stata una strada che abbiamo condiviso e appoggiato con convinzione, riteniamo che nel conseguente iter ci siano stati dei provvedimenti poco chiari da parte del Dott. Miccolis e dall’amministrazione.
In merito alla stabilizzazione dei precari amministrativi abbiamo manifestato voto di astensione, perché non accettiamo l’idea che ben trentadue lavoratori da dopo domani resteranno senza lavoro, a causa della rottura dei rapporti tra amministrazione ed organizzazioni sindacali. Riteniamo, infatti, che l’amministrazione abbia la responsabilità politica del fallimento di un percorso di stabilizzazione partito tardi e con grossi problemi di legittimità giuridica alla sua base, cosi come ha la responsabilità di non aver concretizzato la più volte manifestata volontà di stabilizzazione.
Dall’altra parte le organizzazioni sindacali hanno la responsabilità morale di assistere inerti alla perdita del lavoro di decine di lavoratori. Molto probabilmente se avessero manifestato negli ultimi mesi la stessa capacità di attenzione al problema come hanno dimostrato di saper fare negli ultimi giorni, forse, tutta questa vicenda avrebbe avuto un epilogo diverso. Infatti, il limite posto da una determinata interpretazione dell’art 22 del CCNL sulla trasformazione dei contratti e il limite economico sulla spesa imposto dalla Legge 12210 si sarebbero potuti risolvere solo se fosse iniziato per tempo il percorso di stabilizzazione.”

 

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