Violenze a abusi sulla figlia sin da quando aveva cinque anni. Con l’accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore età e dal vincolo famigliare un medico di 49 anni di Lecce è stato arrestato questa mattina.

 

Quando in casa sono piombati gli agenti della squadra mobile, (sezione reati sessuali agli ordini della dirigente Elena Raggio), il professionista ha accusato un malore, problemi cardiaci a quanto pare, ed è stato accompagnato in ospedale dove si trova tuttora piantonato.

La squallida vicenda sarebbe andata avanti per tanti anni fino a quando la ragazza, ora 14enne, non ha trovato il coraggio di denunciare il presunto padre orco. La minore ha svuotato quei traumi covati nel silenzio confidandosi con la nonna materna. Era il mese di febbraio scorso quando la giovane insieme all’anziana parente stava guardando in televisione un programma su Sarah Scazzi, per la precisione, e quella visione ha avuto un effetto dirompente sulla ragazzina liberando i lacci della sua memoria.

Anni e anni di abusi e violenze subiti dal padre. Sin da quando aveva cinque anni. La bambina, ogni qualvolta raggiungeva casa del genitore, divorziato ancora prima che la figlia nascesse, veniva violentata. Toccatine, abusi e una serie indicibile di episodi. Il professionista avrebbe abusato della figlia anche dopo aver tracannato bottiglie di whisky o quando si trovava fuori Lecce in compagnia della figlia all’interno di un albergo. La presunta vittima è stata anche ascoltata nel corso di un incidente probatorio alla presenza di uno psicologo e di uno psicoterapeuta e ha confermato, con lucidità, tutti gli episodi. Nel passato neppure tanto remoto del medico c’è già un precedente sempre per fatti analoghi, comunque una macchia ridotta se confrontata alle accuse che la Procura ipotizza ora nei suoi confronti. A suo carico, infatti, c’è una denuncia per molestie sessuali a carico di una paziente.

L’episodio, però, confermerebbe la “pericolosità” del medico. La richiesta della misura cautelare in carcere è stata richiesta dal pm Carmen Ruggiero ed è stata accolta dal gip Antonia Martalò. L’uomo, con problemi cardiaci ricomparsi anche questa mattina quando ha sentito il tintinnio delle manette, è difeso dagli avvocati Umberto Leo e Anna Schiavano e verrà ascoltato nell’interrogatorio di garanzia nei prossimi giorni.