È stato ancora una volta il Sud a dare le maggiori soddisfazioni a Bersani. Il segretario del Pd ha ottenuto al ballottaggio delle primarie cifre sopra il 70 per cento. Il record spetta alla Calabria dove il segretario è arrivato a 75,78% contro il 24,22% di Renzi.

In Sardegna il 73,42% contro il 26,58% di Renzi. Bene anche la Basilicata, 72,28%, in Sicilia e’ finita 66,9 a 39,1% e in Campania 60,8 a 39,2%. Ha pesato l’asse con Nichi Vendola in Puglia, dove il segretario ha sfiorato il 71 per cento e il sindaco di Firenze si è fermato al 29%.

”Un grandissimo risultato di affluenza in Puglia, esattamente sono stati 122699 elettori che sono tornati nei seggi. Bersani ha raccolto 87108 pari al 71,4%, Renzi ha raccolto 34956 pari al 28,6%. Siamo riusciti a chiudere i dati definitivi alle ore 22.15, ben prima di tutte le altre regionali, sperando soprattutto di aver fatto un servizio utile ai cittadini e ai mezzi d’informazione”. Lo ha riferito coordinatore del comitato regionale Primarie Puglia, Domenico De Santis.

”Le primarie sono state una pagina di storia e al tempo stesso un rito di sepoltura del Monti bis. Il significato sintetico e luminoso di questo voto finale e’ che il Paese chiede una svolta a sinistra nell’agenda di governo”. Il leader di Sel Nichi Vendola, intervistato dai principali quotidiani italiani, si dice ”abbastanza felice” per la vittoria al ballottaggio di Pier Luigi Bersani, che ”rappresenta una sinistra moderna e ancorata al mondo del lavoro. Una persona perbene, senza cinismo”. ”Siamo riusciti a battere la forza della suggestione costruita intorno al tormentone della rottamazione”, dice Vendola, intervistato da Corriere della Sera, Repubblica, Stampa, Messaggero e Unita’. Tuttavia, ”Renzi ha combattuto con grande energia e passione, e l’argomento del ricambio generazionale, usato da lui come una leva per far saltare gli schemi, e’ un tema reale perche’ non solo la politica ma tutta la societa’ italiana e’ respingente nei confronti dei giovani. Tutte le domande di cambiamento interpretate da Renzi – aggiunge – non le dobbiamo disperdere”. Per il governatore della Puglia, ”adesso si apre una fase nuova, anche in un modo di discutere tra noi: basta rissa ideologica e polemiche preventive”. Una lista unica Sel-Pd ”la considero abbastanza fantapolitica, perche’ io pongo un tema molto piu’ complesso, quello di un soggetto politico dei progressisti, di un partito del futuro. Le scorciatoie organizzative non mi interessano”, dichiara. Dalle primarie ”esce l’indicazione di una svolta a sinistra, assolutamente senza Casini, mettendo l’accento piu’ sulla questione sociale che su quella politica”, rimarca Vendola, secondo cui il primo provvedimento del governo di centrosinistra dovrebbe essere ”un taglio alle spese militari, a partire dagli F35, per dare subito un segnale che si tolgono risorse da un uso inappropriato e si destinano a primi programmi di manutenzione e messa in sicurezza delle scuole”. Vendola interviene anche sui finanziamenti Ilva a Bersani: ”se fossero stati finanziamenti illeciti, o in nero… Ma erano registrati, pubblici”, afferma. ”Dovremo pero’ decidere di tagliare le relazioni fra imprese e politica”.

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