E’ stato presentato questa mattina il nuovo calendario dell’Arma dei Carabinieri. Il quarto di cinque edizioni dedicate ai 200 anni di storia dell’Arma che nel 2014 festeggerà la ricorrenza del Bicentenario.

Il 2013 è dedicato agli anni che vanno dal 1914 al 1964: anni difficili che abbracciano ben due Guerre Mondiali e che hanno visto numerosissimi carabinieri che si sono distinti per imprese eroiche e gesta da annali.
Il calendario è stato presentato dal comandante provinciale Maurizio Ferla che ha brevemente delineato un excursus storico sfogliando le pagine di quello che ormai è diventato un simbolo dell’Arma dei Carabinieri.
Sono stati ricordati i carabinieri che hanno combattuto nei reparti di fanteria durante la Prima Guerra Mondiale, dai 240 che conquistarono un caposaldo asburgico ai 137 che furono scelti per dare vita all’Aeronautica Militare, per poi passare a raccontare le gesta dei tre ufficiali coinvolti nella Missione Manera che salvò 4000 prigionieri italiani rinchiusi nei lager in Russia.
E poi ancora il primo Dopoguerra, la nascita del Fascismo che comportò numerosissimi carabinieri impegnati nella lotta contro la guerriglia urbana e la prima maxi retata della storia in Sicilia con 800 militari guidati dal Maggiore Artore.
La nascita dei reparti a cavallo, il primo carosello storico del 1933 e la prima banda che si esibì a Parigi nel ‘34 e infine la costruzione del monumento al carabinieri a Torino furono i ricordi più lieti, a cui poi però seguì l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale. Il conflitto vide ancora in prima linea l’Arma con 2735 caduti e 2300 prigionieri che combatterono per la Resistenza. Tra questi si ricordano le vicende del carabinieri a cavallo che incitò un intero reparto caduto nelle mani dei Russi a sfuggire al nemico lanciandosi contro i carro armati e l’indimenticabile Salvo d’Acquisto che si offrì alla fucilazione in cambio di 22 ostaggi dei tedeschi. E ancora i quattro carabinieri proclamati Giusti dalla comunità degli Ebrei, perché grazie a loro furono salvate tantissime persone dai campi di concentramento.
La fine della guerra e l’instaurazione della Repubblica non portarono pace all’arma, che continuò il suo lungo lavoro per la lotta alle mafie e al lungo periodo di terrorismo in Alto Adige.
“Siamo lieti – ha concluso il comandante Ferla – di presentare anche quest’anno un calendario sempre molto bello e che lega la forma alla sostanza”.