“Una giornata importante per la Puglia, una pagina di buona politica, a misura della gente. Non siamo mai stati meno ‘Casta’ di oggi. Il Consiglio regionale ha segnato un altro passo avanti decisivo nel processo di autoriforma”, avviato autonomamente, ancora prima che calasse sulle Regioni italiane

la scure del governo dei tecnici”, ha sottolineato il presidente dell’Assemblea Onofrio Introna, commentando l’approvazione in seconda lettura della riduzione del plenum a 50 consiglieri, dalla prossima legislatura.
“Abbiamo seguito questo percorso senza ipocrisie, avviandolo con la prima riduzione a 60 consiglieri, ora, definitivamente, a 50, più il presidente eletto. Poi è toccato, di recente, alle norme che rivedono radicalmente lo status economico dei componenti del Consiglio regionale pugliese. L’avevamo annunciato e proseguiamo su questa strada, con coerenza e piena consapevolezza dell’esigenza di fornire ai cittadini un segnale di sobrietà e di attenzione. È motivo d’orgoglio, questo, per l’intera l’Assemblea, per l’Ufficio di Presidenza, per i capigruppo, per tutti i consiglieri”.
“Siamo all’avanguardia, ancora una volta: il Consiglio regionale della Puglia, regione virtuosa, la più ‘leggera’ per le tasche dei contribuenti, è tra i primi a raggiungere traguardi morali, materiali e finanziari importanti,
“Gli impegni assunti nelle dichiarazioni rese al mio insediamento sono stati tutti rispettati ed è un ulteriore motivo di soddisfazione”, fa presente il presidente Introna.
Ed ora, “in sintonia con quanto ci chiedono le cittadine e i cittadini, sotto con la revisione della legge elettorale. Da domani, la commissione affari istituzionali, la settima, dovrà dedicarsi con tempestività al  nuovo testo, che dovrà recepire i rilievi della Consulta sul premio di maggioranza, adeguarsi alle modifiche statutarie dei numeri – riduzione a 50 consiglieri, ma anche a 10 assessori e solo 2 esterni  – e rispondere alle attese delle donne: più parità di genere, nelle urne e in quest’Aula. Sono certo – conclude Introna – che saranno recuperati i principi che chiedono garanzie per la parità di genere nell’Assemblea”.

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