Si sono presentati questa mattina presso gli uffici generali della Asl,  i 32 lavoratori della RR Puglia che rischiano il licenziamento, pur sapendo che le direttive provengono dalla Regione. Le riduzione sui costi della mensa ospedaliera inducono le società a licenziare, oltre che a compromettere la qualità dei pasti

 

Sono tre gli impianti mensa gestiti da un’unica società, la RR Puglia che rifornisce le mense ospedaliere di Gagliano del Capo, San Cesareo e Poggiardo. Da qualche tempo l’azienda è alla ricerca di un valido pretesto per licenziare i lavoratori, secondo i sindacati. “Hanno persino detto che i locali in cui operano non sono idonei ma un’ispezione della Asl ha stabilito il contrario”, affermavano i 32 lavoratori che questa mattina hanno atteso a lungo un colloquio con il direttore amministrativo della Als di Lecce, Antonio Vigna. “Conosciamo le risposte alle nostre domande – hanno commentato i rappresentanti sindacali di tutte le sigle presenti – la Asl di Lecce esegue solo le direttive della Regione”. Sembra infatti, che le aziende non rientrano più nei margini di guadagno a causa delle riduzioni regionali imposte sul costo della mensa, dagli attuali 16 euro a 12 euro e 50, per l’intera giornata alimentare; una pazzia per gli addetti ai lavori, incompatibilità con i costi dicono le aziende. D’altro canto su 240 dipendenti regionali le aziende sborsano quasi 3 milioni di euro in costi del lavoro per appalti pari a 8 milioni; a queste cifre si devono aggiungere le derrate e i costi per la lavorazione.

Come un cane che si morde la coda, come nel caso della PP Puglia, che cerca un  escamotage per licenziare i lavoratori. A meno che non si riducano gli orari di lavoro e il corrispettivo. “A questo punto – hanno chiosato i sindacati – ci pensi la Regione a internalizzare i lavoratori, è un provvedimento che promette da anni, da prima del vincolo imposto dal governo centrale”. Il presidente Vendola aveva promesso che nessuna risparmio sarebbe  stato attuato sui servizi primari, lamentano i lavoratori, la mensa ospedaliera è per forza di cose un servizio primario. Dopo il tentativo di riconciliazione presso la Provincia e il colloquio presso la Asl, i lavoratori sono intenzionati a proseguire la protesta presso gli uffici regionali con il sostegno dei sindacalisti Dario Cagnazzo, Vito Perrone, Mirco Moscagiuri e Pierino Fioretti.

 

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