Un incontro fra familiari sfocia in una maxi-rissa e alcuni dei contendenti finiscono in ospedale per le ferite subite. Pesanti offese, calci e pugni davanti ai militari intervenuti poco dopo e tutti i presunti protagonisti di quella zuffa tra consanguinei e parenti stretti potrebbero, a breve, comparire in un’aula di Tribunale.

Il sostituto procuratore, Giovanni De Palma, ha chiuso le indagini e ha chiesto il rinvio a giudizio dei probabili responsabili di quei momenti di autentica follia. Rischiano di finire sotto processo con l’accusa di rissa aggravata Luigi Dandolo, 59enne, Maria Grazia Rizzo, di 53, Fabio Dandolo, 20 anni, Serena Dandolo, di 28, Antonio Dandolo, 61, Maria Misciali, di 58, Andrea Dandolo, 23enne, Emanuela Dandolo, di 34, Maria Giovanna Dandolo, 57 anni, Paolo Urso, di 33 e Ivano Sanzio, di 26, tutti residenti a Galatone. Scenario della rissa, il 27 settembre dello scorso anno, via Savoia, sulla strada per Nardò, dove al civico 55 risiede l’anziano padre delle famiglie finite alle mani. Movente e conseguenze su quanto avvenuto è contenuto nelle denunce di parte presentate in caserma dai nuclei familiari coinvolti nella baruffa e si riassume pressappoco in questi termini. I tre fratelli, Antonio, Maria Giovanna e Luigi Dandolo si alternano nella cura dell’anziano genitore. Tale forma di compartecipazione, all’inizio pacifica, con il passar del tempo, avrebbe dato luogo a contrasti e dissapori. Tra i tre fratelli si sarebbe creato un clima di tensione dapprima caratterizzato da poche e saltuarie schermaglie, successivamente, fonte di veri e propri litigi e discussioni legate sia alla gestione degli emolumenti del pater familias sia alla sua cura personale. Il culmine della tensione arriva proprio nel settembre di un anno fa. Il ritrovo di tutti e tre i fratelli, con le rispettive famiglie, nell’abitazione dell’anziano capostipite dà vita ad un’accesa discussione che presto degenera, avviata tra le mura di casa e conclusa per strada. La violenta contesa, tra gruppi contrapposti, non si placa neppure con l’intervento dei carabinieri e sul posto si rende necessario l’intervento di altri uomini in divisa. Non senza fatica, i militari riescono a sedare la rissa sfociata nel sangue. Maria Grazia Rizzo, Luigi Dandolo, Serena Dandolo, Maria Giovanna Dandolo e Paolo Urso, infatti, devono raggiungere gli ospedale di Galatina e Nardò per medicare le ferite riportate. Per questa coda nei pronto-soccorso, il sostituto procuratore ipotizza il reato di lesioni personali in concorso nei confronti di Maria Misciali, Maria Giovanna Dandolo, Paolo Urso, Emanuela Dandolo e Andrea Dandolo. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Marco Rizzo, Antonio Palumbo e Luigi Rella.

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