“La gente è il più grande spettacolo del mondo e non si paga neppure il biglietto”. Charles Bukowski. Sono iniziate recentemente a Lecce ed in provincia, le riprese del nuovo film diretto da Anna Maria Gentile, “Il giostraio 3”, di cui è produttrice, regista, sceneggiatrice e soggettista e che vede protagonista principale Stefano Di Tondo, un giovane leccese dallo sguardo arguto ed ironico.

“Trattasi di un lungometraggio della durata di circa 90 minuti, una storia d’azione con alla base una storia d’amore tra Zack ovvero un boss determinato, senza scrupoli ed una donna conosciuta anni prima, in cui ogni personaggio presenta delle introspezioni personali degne di significato che costituiscono il legame tra il coinvolgimento emotivo ed un messaggio intimistico denso di varie sfaccettature a carattere evolutivo nel contesto della narrazione visiva tra un personaggio e l’altro”, come afferma la poliedrica autrice salentina.
La vita è come una giostra… cinematografica: è questa la netta sensazione che ho avvertito nell’assistere  ultimamente  ad alcune riprese del film girato interamente a Lecce ed in provincia, in cui il versatile  attore  selezionato tra numerosi candidati,  nel ruolo di un giostraio spregiudicato, è stato ben lieto di rispondere ad alcune mie domande:

“Stefano, quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a diventare attore?”
“La straordinaria curiosità mista a gioia nel trasformarmi in un personaggio condividendo il tutto con il pubblico”.

“Ma attori si nasce o si diventa?”
“Probabilmente l’una e l’altra cosa. Di sicuro si deve possedere una particolare attitudine per questo lavoro, ma poi sono lo studio e l’esperienza che ti aiutano a crescere professionalmente”.

“Il regista con cui ha lavorato meglio?”
“Lavorando quasi quotidianamente  sul set con Anna Maria, ho raggiunto una perfetta intesa, senza per questo voler assolutamente litigare con gli altri registi”, afferma sorridendo.

“Un attore nel vasto panorama cinematografico italiano ed internazionale, che cerca di emulare nelle sue interpretazioni?”

“Le confesso che credo sia impossibile emulare qualcuno, in quanto ognuno ha i propri percorsi, anche se subisco il fascino di Michele Placido e Clint Eastwood, due mostri sacri del cinema”.

“Com’è il suo rapporto con i colleghi?”
“Avere come me un buon feeling con loro è importante e divertente perché se nascono sincere amicizie e collaborazioni assidue s’impara ad approfondire i rapporti interpersonali. Per svolgere perfettamente  il mio lavoro occorrono tre qualità fondamentali: lo studio, l’esperienza e la passione”.

“In che senso?”
“Interpretare un ruolo significa amare il personaggio e la sceneggiatura. Un vero e proprio colpo di fulmine, il mio. Ecco, leggendo e rileggendo il testo del film è  scattata in me la fatidica scintilla, ovvero, lavorando assiduamente sul set de “Il giostraio 3”, mi sono innamorato non solo della sceneggiatura ma anche di tutto il contesto”.

“Dia un consiglio agli aspiranti attori”.
“Se uno è davvero innamorato di questa professione deve provare ad esercitarla, considerando che il mondo dello spettacolo non sempre offre da vivere sia in televisione che al teatro ed al cinema. Occorre, quindi, essere sempre animati da un’autentica passione. Questo è ciò che consiglio ai giovani che intendono provarci”.

“Progetti per il futuro?”
“Un altro film, possibilmente ambientato nel meraviglioso Salento”.

“Auguri vivissimi da noi tutti per la sua carriera”.
“La ringrazio di vero cuore, Mariagrazia, per l’attenzione riservatami”.

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