Si aprirà il prossimo 28 aprile il processo a carico di Alessio Schirinzi, il carabiniere e body-builder di Martano, arrestato nel maggio scorso per traffico internazionale di anabolizzanti e sostanze dopanti.

Il 32enne salentino ha chiesto ed ottenuto di essere giudicato con il rito abbreviato, che gli permetterà di usufruire dello sconto di un terzo della pena. L’accusa dalla quale dovrà difendersi è quella di avere proposto l’acquisto di una fiala di Hgh, il cosiddetto “ormone della crescita”, all’interno di una palestra trevigiana, da lui assiduamente frequentata.
Il salentino, che era stato anche sospeso dal servizio presso la stazione di Pederobba, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.
L’avvocato difensore, intanto, attende la pronuncia della Corte di Cassazione sul ricorso presentato per il suo assistito, riguardo alla detenzione domiciliare dello Schirinzi che, secondo il parere del legale, sarebbe stata illegittima, poiché non sarebbero stati chiari ed esplicitati i gravi indizi di colpevolezza a carico del 32enne.
Alessio Schirinzi era stato arrestato a fine maggio nell’ambito dell’operazione dei carabinieri del Nas di Trento, denominata “Minotauro”, che aveva smantellato un sodalizio dedito al traffico illegale ed internazionale di medicinali proibiti. Per tredici persone, tra le quali anche due finanzieri ed un militare dell’Esercito, scattò l’arresto.
Le sostanze dopanti (importate via posta dalla Romania, dalla Serbia e dalla Moldavia), arrivavano a Taranto e Bari e da qui, via aerea, raggiungevano il Trentino e la città di Brescia, dove venivano smerciate al dettaglio. Il gruppetto avrebbe guadagnato, in otto mesi, circa trecentomila euro.