Si intitola «‘Veniamo al fatto, signori miei!’. Trame pirandelliane» (Progedit 2012) il volume di Beatrice Stasi, ricercatrice di Letteratura italiana all’Università del Salento, e verrà presentato mercoledì 12 dicembre 2012 alle ore 18 presso la Biblioteca provinciale “Bernardini” (viale Gallipoli, Lecce). Dopo i saluti del Direttore della Biblioteca Alessandro Laporta, interverrà il professor Giuseppe Bonifacino dell’Università di Bari.

La trama che dai “Quaderni di Serafino Gubbio operatore” transita in “Ciascuno a suo modo” è quanto mai melodrammatica, bollata, per ammissione stessa del narratore, “da un marchio di volgarità”. Pure, un’analisi delle costanti e delle varianti che ne caratterizzano il riuso, all’interno di due diversi generi letterari, può finire col rappresentare o mimare la parabola stessa dell’arte nell’esperienza pirandelliana.

Tanto il romanzo quanto il dramma, infatti, fanno leva sulla trama per sovvertire le rispettive strutture tradizionali: nel romanzo, attraverso la costruzione di un narratore inattendibile in anticipo di qualche anno rispetto allo Zeno sveviano; nella commedia, mettendo in scena un capovolgimento radicale del rapporto tra arte e vita inteso a esaltare la capacità dell’arte non tanto di divinare o prevedere la vita quanto di predeterminarla.

L’ibrida contaminazione delle due dimensioni, operata attraverso processi che richiamano in maniera inquietante quelli alla base dei moderni reality, costringe così a tornare a riflettere sulla responsabilità di fiction e letteratura nel proporre o imporre, con la sensibile evidenza dei loro exempla, condizionanti modelli comportamentali.

Beatrice Stasi, formatasi tra Pisa (Scuola Normale Superiore) e Bologna (dottorato di ricerca in italianistica), è attualmente ricercatrice di Letteratura italiana presso l’Università del Salento. Ha pubblicato monografie sulla fortuna di Leopardi (“Apologie della Letteratura. Leopardi tra De Roberto e Pirandello”, Il Mulino, Bologna 1995), sulla poesia novecentesca (“Ermetismo”, La Nuova Italia, Firenze 2000), sulla storiografia umanistica (“Apologie umanistiche della historia”, CLUEB, Bologna 2004), su “Svevo” (Il Mulino, Bologna 2009), oltre a diversi articoli, in riviste specializzate italiane e straniere e in Atti di convegno. Su incarico del Comitato per l’Edizione Nazionale delle opere di Italo Svevo ha curato l’edizione critica della “Coscienza di Zeno” (Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2008).

 

 

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