Avrebbe incassato una cospicua somma di denaro prima di sottoscrivere il rogito quando ormai il terreno stava per essere espropriato dal Comune per la realizzazione della fogna bianca.

L’imprenditore, R.Z., 47enne di Leverano, è finito sotto processo per una ipotizzata truffa contrattuale, di circa 36 mila euro, dopo aver stipulato un preliminare di vendita di un terreno che sorge a ridosso della periferia di Leverano. Secondo quanto accertato dalle indagini, nel settembre del 2009, il presunto truffatore, consapevole del fatto che da lì a breve il terreno sarebbe stato espropriato dal Comune, si sarebbe fatto consegnare dal futuro acquirente la somma di 36 mila euro prima di redigere il rogito. L’intento truffaldino di R.Z., difeso dall’avvocato Cosimo D’Agostino, apparentemente oscurato dalla volontà di restituire la somma indebitamente percepita attraverso la sottoscrizione di 12 cambiali da 3 mila euro ciascuna, sarebbe emerso successivamente, al momento dell’incasso, dato che gli effetti vennero tutti protestati. L’indagine venne messa in moto nel luglio scorso quando la parte offesa ha depositato una querela in Procura finita sul tavolo del sostituto procuratore Stefania Mininni. L’imputato è difeso dall’avvocato Cosimo D’Agostino. Il commercialista, invece, si è costituito parte civile con l’avvocato Riccardo Giannuzzi.