Dall’ospedale al carcere. Il medico leccese, 50enne, arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata, nel pomeriggio lascerà il nosocomio del capoluogo per essere accompagnato dagli agenti della polizia penitenziaria in carcere.

L’uomo, nella giornata di sabato, finì in manette con un’ordinanza a firma del gip Antonia Martalò sulla scorta delle indagini coordinate dal pm Carmen Ruggiero e affidate agli agenti della squadra mobile. Al momento del suo arresto, però, il professionista avvertì un malore e venne trasportato in ambulanza in ospedale dove è stato ricoverato per tre giorni. nella giornata di ieri, poi, si è celebrato l’interrogatorio di garanzia nel corso del quale, il medico, assistito dagli avvocati Umberto Leo e Anna Schiavano, ha respinto ogni accusa professandosi innocente e andando anche oltre. A suo dire, sarebbe rimasto vittima di un piano calunnioso della ex moglie che avrebbe plagiato la figlia per incastrarlo. Alla luce delle sue dichiarazioni, gli avvocati difensori sono pronti a giocarsi qualsiasi carte, (prima fra tutte il Riesame), per confutare la tesi accusatoria sostenuta dall’accusa. Per ora, i riscontri sulle presunte violenze si basano sulla denuncia circostanziata della bambina e sui riscontri effettuati dal pm Carmen Ruggiero sull’attendibilità della confessioni della figlia, ora 14enne, condensati nelle dieci pagine dell’ordinanza in cui vengono narrati i presunti abusi.

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