Sono 6.342 (dati INPS 2011) i pensionati leccesi che nel mese di gennaio, e in quelli successivi, non riceveranno l’aumento del 3% previsto dal decreto ministeriale del 16 novembre 2012.

Si tratta di percettori di pensioni superiori ai 1.486,00 euro, che, a causa del mancato adeguamento iniziato lo scorso anno con il decreto “Salva Italia”, avranno una decurtazione complessiva di 1.315,00 euro. Tale mancato incremento si ripeterà per tutti gli anni futuri, con una perdita più consistente.

Lo SPI CGIL della provincia di Lecce riconferma il suo giudizio negativo sul provvedimento del Governo dimissionario Monti. A pagare il prezzo della crisi sono sempre le fasce più deboli della popolazione, in questo caso i pensionati. Mentre in America, Barak Obama, chiama a raccolta i più ricchi, in Italia a fare i sacrifici sono sempre gli stessi.

Occorre, infine, sottolineare che le pensioni prese di mira dal governo sono quelle di coloro che, negli anni di attività lavorativa, hanno fatto il proprio dovere di cittadini onesti, versando all’INPS per intero i contributi previdenziali che hanno dato diritto a percepire una pensione superiore a tre volte il minimo. Un’ulteriore discriminazione.

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