E’ l’argomento di questo primo mese del 2013: la revisione dei classamenti catastali. Non ci troviamo solamente davanti ad un atto illegittimo – dichiarano gli avvocati Alessandro Gallucci e Valentina Papanice, dell’osservatio Aduc di Lecce – ma anche completamente errato nell’applicazione pratica dei riferimenti normativi e fattuali citati.

Che senso ha avuto dividere tutto il centro abitato in due microzone? San Pio, Salesiani e zona ferrovia sono aree omogenee tra loro? Questo pasticcio e’ anche colpa dell’amministrazione comunale. Basta cercare in rete che cosa e’ stato fatto a Milano per le medesime revisioni per comprendere che qualcosa non torna; poi ci sono le sentenze della Cassazione a darcene conferma. D’altra parte qual e’ il senso del riclassamento di un immobile gia’ riclassificato nel 2010? Lo chiediamo all’Agenzia del territorio e invitiamo quegli uffici (rumors, ci dicono che gli stessi dipendenti del catasto stiano opponendosi con propri ricorsi) a voler ritirare in autotutela tutti gli avvisi gia’ spediti e quelli in fase di spedizione. Noi non abbiamo problemi ad affilare le armi del diritto e invadere le aule della Commissione tributaria con una marea di ricorsi per le tantissime persone che ci stanno chiedendo consiglio; non siamo, pero’, ammalati di “ricorsismo cronico” e puntiamo assieme a tutti gli utenti, tramite opportune azioni stragiudiziali e se i tempi lo consentono, a fare pressione sulla burocrazia catastale per farle cambiare atteggiamento. Innanzitutto, ad esempio, invitandola a mostrare gli atti su cui si basano i tanti avvisi di accertamento: leggerli, non siamo noi a dirlo ma la Cassazione, e’ un diritto del contribuente. Si tenga un incontro pubblico per spiegare, carte alla mano, cos’e’ stato fatto. Ricordiamo, inoltre, ai consumatori che ogni avviso di accertamento, per quanto simile nei contorni generali, fa storia a se’: ogni caso merita particolare attenzione. Noi, come sempre da quando operiamo, forniamo consulenza totalmente gratuita a tutti i cittadini, senza necessita’ di tesseramenti, proponendo le attivita’ utili e necessarie, ed i relativi costi, per opporsi all’avviso. Due tra queste e’ giusto e doveroso specificarle vista la confusione dei molti che ci hanno contattato: il ricorso prevede il versamento di un contributo unificato pari ad € 120,00, essendo la lite di valore indeterminabile, ed anche in considerazione di cio’ e’ necessaria la difesa tecnica in caso di ricorso davanti alla Commissione tributaria. Insomma chi sta agendo da solo, non avendone i requisiti, rischia di vedersi sollevata quest’eccezione.

Per tutte le ulteriori, necessarie, informazioni ricordiamo che i nostri sportelli sono a disposizione su appuntamento tutti i giorni oppure mercoledi’ ore 17-19 in via di Porcigliano n. 46 a Lecce o il lunedi’ ore 17.30-19.30 in via Buonarroti n. 36 a Castromediano.

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