Quaranta chili di corrispondenza sottratti ai legittimi destinatari. Con quest’accusa un portalettere impiegato negli uffici di Lequile è stato rinviato a giudizio dal giudice Cinzia Vergine, al termine dell’udienza che si è svolta nelle scorse ore. Lettere, atti giudiziari, fatture dell’Enel erano all’interno della vettura dell’imputato, Antonio Lentini, 55 anni, di Lecce, mentre lui si rifocillava in un bar di una zona piuttosto centrale della città.

E’ accaduto lo scorso 27 febbraio, poco dopo le 18 e trenta. L’uomo è stato fermato dagli uomini della Guardia di Finanza che avevano notato tutta la posta nella macchina.

Secondo la difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Giovanbattista Cervo, l’indagine nascerebbe da un equivoco. Il portalettere non sarebbe riuscito a smaltire tutta quella corrispondenza nel corso della giornata di lavoro. Si sarebbe fermato a mangiare un boccone prima di tornare a casa ma, ha spiegato il legale, “di certo non avrebbe mancato di terminare l’opera il giorno successivo”.

Ora potrà chiarire la sua posizione davanti ai giudici della prima sezione collegiale del Tribunale di Lecce. Il processo avrà inizio il 23 maggio prossimo.

Il gup lo ha prosciolto dall’accusa di peculato.

 

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