Dinanzi al gup Cinzia Vergine, sono stati processati in cinque con le accuse di ricettazione e detenzione di armi. Cosimo Fina, 43enne di San pietro Vernotico, è stato condannato a due anni e 4 mesi di reclusione, Vito Simone Ruggiero, 23 anni, di Brindisi, a due anni e 40 giorni così come Giuseppe Cazzetta, 33enne di San Pietro Vernotico e Daniele De Leo, di 32, di Brindisi, mentre Ciarli Screti, di 31, domiciliato a San pietro Vernotico

, dovrà scontare un anno ed otto mesi di carcere. Il pubblico ministero, Emilio Arnesano, aveva chiesto per tutti quattro anni di carcere. Degli imputati, il solo Fina è ancora detenuto mentre gli altri quattro si trovano agli arresti domiciliari. Secondo le indagini coordinate dai carabinieri del Norm di Campi Salentina, l’11 giugno scorso, Fina, Cazzetta e Ruggiero furono trovati in possesso di un’arma alterata (un fucile a canne mozzate risultato rubato a San Michele Salentino) e di una Fiat Uno, risultata rubata a Cellino San Marco ed occultata all’interno di un immobile rurale, nelle campagne tra Squinzano e il brindisino. La vettura, secondo gli investigatori, sarebbe stata utilizzata dalla banda per mettere a segno i colpi. Con quei tre arresti, sarebbe stata definitivamente smantellata la banda dei rapinatori, due dei quali, Ciarli Screti e Daniele De Leo, furono arrestati lo scorso 9 febbraio dopo un inseguimento. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Marilù Carrieri, Roberto Orsini, Giuseppe Guastella, Ladislao Massari e Massimiliano Petrachi.

 

 

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