E’ stato scarcerato Alessandro Pellè, l’imprenditore 37enne, originario di Brindisi ma residente a San Cesario, arrestato il 9 gennaio scorso dai carabinieri

“Pizzicato” a bordo di un’Audi A4, a San Pietro in Lama, i militari trovarono l’auto “imbottita” di armi e cartucce e del kit solitamente utilizzato da ladri e rapinatori. La revoca della misura cautelare in carcere è stata disposta dal gip Giovanni Gallo e con il parere favorevole del pm Antonio Negro, accogliendo in tal modo la richiesta dell’avvocato difensore Francesco Vergine perché, nel frattempo, si sono attenuate le esigenze cautelari. Nei giorni scorsi, lo stesso legale aveva concordato il patteggiamento con il sostituto procuratore Antonio Negro ad un anno e dieci mesi di reclusione. Pellè venne arrestato nel corso di un normale controllo dai carabinieri della stazione di San Pietro in Lama e, per le ipotesi investigative raccolte, non è escluso che l’imprenditore faccia parte di una ghenga specializzata in furti e rapine. I militari, infatti, bloccarono l’uomo in compagnia di un’altra persona sfuggita al controllo. Nel corso  dell’interrogatorio di convalida, Pellè dichiarò di aver trovato il borsone nelle campagne sul retro della sua azienda e di averlo recuperato perché temeva che  qualcuno potesse servirsi di quell’arsenale per compiere un attentato ai danni della sua ditta. Il giudice, però, non ritenne credibile la ricostruzione fornita dall’imprenditore e convalidò il fermo disponendo la misura cautelare in carcere rimarcando nell’ordinanza revocata dal gip Gallo.

 

 

 

 

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