Giovanni Vantaggiato ”come ‘Unabomber”’. E’ quanto si evince da una delle due consulenze, quella psichiatrica, richieste dalla difesa del 69enne di Copertino, imputato della strage di Brindisi del 19 maggio scorso avvenuta davanti alla scuola Morvillo Falcone.

L’altra e’ una consulenza criminologica. Nel corso dell’udienza che ieri ha dato avvio al processo, il difensore di Vantaggiato ne ha chiesto alla Corte d’Assise l’acquisizione oltre alla disposizione di una perizia super partes. L’avv.Franco Orlando, difensore di Vantaggiato, ha conferito l’incarico al criminologo Francesco Bruno, alla psicoterapeuta Maria Pia De Giovanni e al criminalista Luca Chianelli. ”La personalita’ del Vantaggiato – si legge nella relazione che gli esperti hanno consegnato ad Orlando – si presenta molto simile a quella dei cosiddetti ‘bombaroli seriali’ il piu’ famoso dei quali quel tal Ted Kaczynski, detto ‘Unabomber, che finche’ non e’ stato individuato inviava ordigni esplosivi contro l’universita’ e contro le compagnie aeree da lui, ex professore universitario, vissute come la causa di tutti i suoi danni e la causa di tutte le nefandezze del sistema americano”. ”I reati compiuti – in conclusione – possono e a nostro parere devono inquadrarsi in atti concepiti nell’ambito di una mente viziata per infermita’ da un deficit almeno parziale di imputabilita”’. Quanto alla ricostruzione dei fatti, Vantaggiato avrebbe detto ai consulenti chiamati dalla difesa che ”in un primo momento aveva pensato di far esplodere la macchina del giudice che aveva emesso la sentenza a carico di Cosimo Parato, prima vittima della furia omicida dell’imprenditore di Copertino, sentenza a suo dire ingiusta e ridicola”. Sarebbe quindi ”entrato nel recinto del Tribunale di Brindisi. E’ riuscito a far questo perche’ ha prima posizionato la telecamera sul muretto retrostante il tribunale e poi, una volta entrato a mani libere, si e’ recato dove aveva lasciato la telecamera l’ha recuperata in modo da riprendere tutte le macchine presenti nel parcheggio dei giudici. Tutto cio’, al solo scopo di individuare la macchina del giudice che conosceva e che avrebbe voluto far saltare per aria”. ”Il contenuto paranoico della mente del Vantaggiato – si legge ancora nella relazione – lo portava ad individuare facilmente il nemico, a percepirlo come mortale e distruttivo ed a desiderarne una morte che fosse quasi come la rappresentazione di una vendetta divina”. In definitiva, il 69enne presenterebbe – dicono i consulenti chiamati dalla difesa – ”una infermita’ capace di ridurre grandemente le sua capacita’ di intendere e di volere nei momenti dei fatti che gli vengono addebitati e che ha confessato di aver compiuto”. La sua personalita’ avrebbe aspetti paranoidi, narcisistici e borderline con disturbo bipolare e ”depressioni trasformate in rabbia distruttiva e momenti di maniacalita’ trasformati in esibizione di forza e di potenza”. Dall’analisi della scena del crimine e’ invece emerso, in particolare, che: ”avrebbe potuto fare tutto da solo” e che ”verosimilmente, Vantaggiato non aveva modo di vedere eventuali persone in avvicinamento alla scuola”.

 

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