Tempo di bilanci per il Comando provinciale dei Carabinieri di Lecce. Un bilancio consuntivo, relativo al 2012, tutto sommato positivo. Almeno dal punto di vista operativo. Perché a fronte di una consistente diminuzione di furti e rapine, vi è un altrettanto incremento di persone che, spinte da bisogni e necessità economiche, inizia a delinquere. La causa? Su tutte il tasso di disoccupazione, che nella provincia di Lecce ha raggiunto ormai il 18 %.

Sembrerebbe legato proprio all’elevato tasso di persone senza un posto fisso, oltre alla staticità di un mercato del lavoro “congelato” dalla crisi economica, infatti, il sostanziale aumento di persone denunciate per reati contro il patrimonio (furti e rapine), registrato negli ultimi mesi. Una crisi economica che si riflette, inevitabilmente, sulla criminalità.
Significativo è il dato che emerge relativo alle denunce eseguite nel 2012 dai carabinieri, su tutto il territorio di competenza: ben 2300 in più rispetto all’anno precedente. Un dato dietro al quale si nasconde la maggiore frequenza di persone – la cosiddetta “gente comune” – che delinquono per la prima volta e che, dunque, riescono ad evitare il carcere.
Il 2012 ha fatto registrare anche una diminuzione degli arresti, 455 in flagranza (rispetto ai 463 del 2011), 347 su disposizione della Procura (341 nel 2011). Alla base di questo dato in leggera flessione – dicono dall’Arma – vi è un leggero decremento dei reati, ma anche il cosiddetto “decreto svuota carceri”, che ha stabilito la detenzione in carcere solo per i reati “gravi”.
Nonostante la riduzione dell’organico in forza al Comando provinciale, che nell’ultimo anno non ha potuto contare su almeno un centinaio di militari, la presenza sul territorio garantita dai carabinieri non è stata affatto intaccata. Anzi.
Nel 2012, infatti, vi è stato un significativo incremento dei servizi di controllo del territorio (79865 nel 2012, rispetto ai 66661 del 2011), di persone controllate (350369 negli ultimi 12 mesi) e di violazioni al Codice della Strada (29433 a fronte delle 25113 del 2011). La presenza sulle strade ha consentito di ritirare 1375 patenti e di sequestrare 1652 mezzi (entrambi i dati sono in aumento rispetto ai 12 mesi precedenti), ma non ha potuto evitare – purtroppo – l’impennata tremenda dei sinistri mortali: 45 nel 2012 (con 50 decessi), rispetto agli appena 26 (con 27 decessi) del 2011.
“Gli incidenti mortali – ha dichiarato a tal proposito il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Maurizio Ferla – non si possono prevenire solo reprimendo. La repressione che facciamo sulle strade rappresenta un ottimo deterrente, ma da sola non basta a convincere gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità, i segnali stradali e gli obblighi nei confronti degli altri utenti della strada”. “Spesso – ha dichiarato il colonnello Ferla – gli incidenti sono stati causati dall’alta velocità delle auto, o da disattenzioni legate all’uso del cellulare durante la guida. Non è un caso se non abbiamo mai avuto un incidente mortale su una strada sterrata interpoderale. La causa principale dei sinistri stradali mortali è l’alta velocità, più che l’uso di alcol e droghe”.
Negli ultimi 12 mesi, inoltre, sono stati ben 372 i chilogrammi di sostanze stupefacenti, che sono stati sequestrati dai militari, rispetto agli “appena” 57,6 dell’anno precedente. Aumentate anche le armi sequestrate (141 rispetto alle 137 del 2011), e gli esplosivi (184 rispetto ai 114 del 2011).
Dopo un avvio da “allarme rosso” relativo al numero di rapine consumate nei primi mesi del 2012, gli episodi criminosi sono diminuiti rispetto all’anno precedente, 214 consumate nel 2012, delle quali 79 sono state scoperte. Aumentati gli arresti: 69 rispetto ai 49 del 2011.
Crollati letteralmente gli assalti ai danni di uffici postali: se nel 2011 la provincia di Lecce era stata la peggiore provincia di Italia, per numero di rapine ai danni delle Poste, collocandosi all’ultimo posto della particolare classifica nel 2011 – secondo i dati forniti dall’ente Poste – negli ultimi 12 mesi è balzata al primo posto. Gli obiettivi prediletti dei rapinatori, infatti, sembrerebbero essere diventati le tabaccherie ed i distributori di carburanti.
In diminuzione anche i furti in generale (8127 nel 2012, oltre 10mila nel 2011), ma non quelli in appartamento, che hanno mantenuto i livelli dell’anno precedente (1968 rispetto ai 2170).
E, ancora, in diminuzione le estorsioni (58 quelle consumate, rispetto alle 81 del 2011) e gli incendi dolosi (193 nel 2012, 231 nel 2011).
Tre gli omicidi avvenuti negli ultimi 12 mesi, nessuno dei quali di stampo mafioso, e tutti risolti con l’arresto dei responsabili. Sei invece le interdittive antimafia emesse nell’ambito della raccolta dei rifiuti, dell’edilizia e dell’economia agricola. Ammonta ad un 1milione ed 870mila euro, invece, il valore delle proposte di sequestro avanzate dai carabinieri.
Il reato di usura ha fatto registrare un incremento di arresti (noti quelli eseguiti dai carabinieri presso il comune di Monteroni), anche se – come dichiarato dallo stesso Ferla – “L’usurato non denuncia per vari motivi: per la vergogna, per timore di ritorsioni ma anche per un sentimento di “gratitudine” nei confronti dell’usuraio. Ma l’usura è ben più pericolosa – ha sottolineato il colonnello – perché ha lo stesso meccanismo dello spaccio: un usurato diventa a sua volta usuraio e questa catena non permette una collaborazione autonoma del denunciante”.
Il 2012 ha confermato come il Salento e l’intera provincia di Lecce sia una delle mete preferite dai migranti clandestini: negli ultimi 12 mesi, infatti, sono ben 1434 le persone rintracciate dai militari, a fronte delle 609 del 2011.