Andranno a processo i cinque tifosi salentini che, nel maggio del 2010, in occasione della trasferta a Vicenza dell’Us Lecce, furono fermati dalla polizia e trovati in possesso di bombe carta e torce illuminanti. Doveva essere la partita della matematica promozione, ma fioccarono le denunce.

Il rinvio a giudizio è stato disposto per Jacopo Coletta, 23enne, Mattia Gerardi, 23enne, Emanuele Leo, 30enne, Cristian Pinto, 37enne, e Giulio Sale, 22enne, tutti residenti nella provincia di Lecce, che dovranno difendersi dall’accusa di detenzione illecita di materiale esplodente. I cinque supporter del Lecce, il 23 maggio del 2010, raggiunsero il Veneto per assistere alla partita tra i giallorossi ed il Vicenza.
Durante il viaggio, tuttavia, i cinque salentini furono bloccati ad un casello autostradale da una pattuglia della polizia stradale, impegnata nella consueta attività di controllo, finalizzata ad evitare scontri ed incidenti, prima e dopo la partita di calcio. Durante la perquisizione, gli agenti trovarono 40 torce illuminanti, 11 “Mefisto Manna” e 6 bombe carta “Red Thunder”.
Non furono gli unici a mettersi nei guai: al termine della trasferta vicentina, infatti, furono 44 i tifosi del Lecce fermati dalla polizia, 24 le denunce per possesso di botti e materiale pirotecnici. Il gruppo dei leccesi, durante il viaggio, si rese protagonista anche di una fitta sassaiola ai danni di un pullman di tifosi del Crotone, in viaggio verso Cittadella.
L’incontro col Vicenza terminò 0 a 0 ed i giallorossi dovettero attendere la settimana successiva per ottenere la promozione.
Per i cinque tifosi, il processo si aprirà il prossimo 18 febbraio.

 

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