Non entro nel dibattito politico che si è innescato intorno ai Centri antiviolenza nella nostra Città. Voglio solo cercare di fare chiarezza su alcuni aspetti, sottolineandonel contempo che è necessario il contributo di tutti perché il contrasto alla violenza di genere, che ormai è considerata un’emergenza sociale, possa trovare accoglienza e consapevolezza in primo luogo tra gli amministratori e poi anche tra i cittadini e le cittadine.

Mi corre anche l’obbligo di esternare un pubblico ringraziamento nei confronti del Centro antiviolenza Renata Fonte perché è stato per molto tempo uno dei pochi baluardi nei confronti delle donne che hanno subito violenza, come lo era il centro della Provincia di Lecce coordinato dalla dott.ssa Ines Rielli che si occupava soprattutto di tratta.

Parte a fine 2008 l’intervento sistematico della Regione Puglia rispetto al fenomeno della violenza contro donne e minori con l’approvazione del “Programma Triennale di interventi 2009-2011”, le cui azioni vengono confermate e rafforzate nel secondo Piano Regionale delle Politiche Sociali (PRPS 2009-2011), approvato ad ottobre 2009 nel quale vengono introdotte alcune priorità, veri e propri obiettivi di servizio, che qualificano le attività di prevenzione e contrasto. 
Ad agosto 2010, un altro passo importante è rappresentato dall’approvazione delle “Linee Guida Regionali per la rete dei servizi di prevenzione e contrasto alla violenza”, alle quali ho personalmente contribuito, con cui viene definito il modello di governo per la costruzione e il potenziamento della rete dei servizi, vengono attribuiti ruoli e funzioni specifici ai soggetti coinvolti, specificati i requisiti  per la composizione e il funzionamento delle équipe integrate multidisciplinari e introdotti alcuni standard qualitativi a cui la rete territoriale dei servizi deve tendere, ad integrazione di quanto già definito dal regolamento regionale n.4/2007.
L’attuazione del modello è affidata alle Province che, di concerto con gli Ambiti territoriali, hanno la responsabilità di redigere prima e coordinare poi il PIL – Piano di Interventi locale.
Il PIL diviene lo strumento pianificatorio di tutti gli interventi previsti da attivare su un determinato territorio con le diverse fonti finanziarie, regionali, nazionali ed europee.
Oltre al coordinamento del PIL, le Province hanno la responsabilità di realizzare gli interventi di animazione, formazione, comunicazione, networking, per le quali vi sono risorse aggiuntive messe a disposizione dalla Regione.  
I sei Piani provinciali sono stati approvati ad agosto 2011.
Il Piano Regionale Politiche Sociali fissa tre obiettivi di servizio da raggiungere entro fine 2012:
•    il pieno funzionamento di almeno 2 Centri antiviolenza per territorio provinciale
•    il pieno funzionamento di almeno 1 casa rifugio per vittime di violenza
•    la costituzione di 1 équipe multidisciplinare integrata per Ambito territoriale (45 ambiti) per la presa in carico delle vittime.

A novembre 2012 risultano attivi sul territorio regionale complessivamente 18 Centri antiviolenza (con gli standard di cui all’art. 107 Reg. reg 4/2007), di cui10 autorizzati e regolarmente iscritti nel registro regionale e 8che hanno avviato e/o per i quali sono in corso le procedure di autorizzazione. Tra i 10 centri autorizzati troviamo anche il  Centro di Brindisi Crisalide.

Dott.ssa Serenella Molendini
Consigliera di Parità della Regione Puglia

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