Udienza fiume questa mattina nell’aula di Corte d’Assise nell’ambito del processo che dovrà fare luce sulle cause e le eventuali responsabilità sul crollo di Piazza Dante a Castro avvenuto il 31 gennaio del 2009.

Dinanzi al giudice del Tribunale monocratico, Maria Pia Verderosa, sono stati ascoltati i due consulenti nominati dalla Procura, nella persona del sostituto procuratore Giuseppe Capoccia, Amedeo Vitone e Fabrizio Palmisano, che hanno lungamente esposto i risultati della loro perizia confortati da alcune slight proiettate su uno schermo. A loro dire, il crollo sarebbe stato causato dalla mano dell’uomo con alcuni lavori effettuati precedentemente ritenuti da due ingegneri piuttosto pesanti e durante che ne hanno irrimediabilmente compromesso la stabilità. I due testi sono stati poi sottoposti all’interrogatorio da parte degli avvocati degli imputati. Sono in tutto quindici i possibili responsabili del crollo della piazza Dante di Castro Marina. Nell’elenco degli imputati compaiono i nomi di Giovanna Lazzari e Martino Ciriolo, rispettivamente proprietaria ed affittuario del negozio “sport Pesca mare”; Maria Rosaria Fedele ed il marito Marcello Baccaro, titolari della pasticceria “Le Delizie”; Francesco Rizzo, titolare dell’impresa, Gabriele Fersini e Speranzina Antonazzo, proprietari dei locali dello “Speranbar”; Luigi Fersini, direttore dei lavori; Domenico Fersini, titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori; Fernando Schifani, responsabile dell’ufficio tecnico del comune; Rinaldo Coluccia, Angelo Rizzo, Antonio Fersini e Gaetano Ciccarese, componenti della commissione edilizia. L’accusa per tutti è di disastro colposo.

 

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